RETE CONSOLARE
Alle interrogazioni presentate da Laura
Garavini (Pd) e Alessio Tacconi (M5S)
Il sottosegretario agli
Esteri Mario Giro risponde sul carico di attività affidata al Consolato
generale d’Italia a Ginevra
Potenziamento del
personale ed estensione dei servizi consolari online per far fonte alle
esigenze associate alla riorganizzazione della rete
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Mario Giro ha risposto in Commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati a due interrogazioni presentate dai parlamentari eletti nella ripartizione Europa Laura Garavini (Pd) e Alessio Tacconi (M5S) in merito all’aumento del carico di attività affidata al Consolato generale d’Italia a Ginevra.
Entrambe le interrogazioni evidenziano infatti come la sede si segnali per una condizione di “particolare congestione dell’attività amministrativa”, dovuta all’affidamento ad essa delle funzioni svolte dal Consolato di Losanna, chiuso nel 2011, condizione destinata ad aggravarsi in seguito all’annunciato accorpamento a Ginevra dell’agenzia consolare di Sion, così come previsto dal piano di riorganizzazione della rete diplomatico consolare italiana all’estero.
Garavini e Tacconi sottolineano in particolare le problematiche connesse alla crescita del numero degli utenti della struttura, a fonte di una già prevista riduzione del personale – due sono le unità destinate a lasciare la sede nel corso del prossimo anno, - e ai limiti della sede utilizzata, in cui – rilevano - la mancanza di spazi e l’incremento del carico di attività rischiano di incidere pesantemente sul servizio reso alla collettività e sulle condizioni di lavoro del personale impiegato.
Al ministro degli Affari Esteri si chiede dunque se non intenda predisporre, “come gli stessi dipendenti del consolato richiedono”, un’ispezione ministeriale per accertare l’entità delle problematiche segnalate, prevedendo eventualmente di integrare il numero del personale o programmare una più adeguata logistica per far fronte alle necessità di un’utenza accresciuta e il cui rapporto con il personale impiegato, già prima dell’accorpamento di Sion, risulta di un impiegato ogni 5.419 connazionali, livello superato nel mondo - rilevano le interrogazioni - solo dal Consolato di Buenos Aires.
Dopo aver richiamato le “ragioni di opportunità” che hanno determinato la riorganizzazione della rete consolare, il sottosegretario Giro si sofferma in particolare sullo stato di “notevole criticità delle risorse umane del Mae”, la cui riduzione impone e contribuisce a “rendere impellenti le iniziative di riorientamento della rete”, “allo scopo di razionalizzare il più possibile l’impiego delle risorse umane da tempo fortemente decrescenti”. Se il numero dei diplomatici – sottolinea Giro – è diminuito del 10% dal 2006 ad oggi (da 994 a 896 unità), per il personale delle aree funzionali si parla di una riduzione del 23% (da 4118 a 3180 unità).
Nel caso specifico, non valgono per il sottosegretario le comparazioni soprarichiamate con le sedi di Zurigo, che “svolge una attività consolare di superiore consistenza quantitativa” rispetto a Ginevra, o con il Consolato generale di Buenos Aires. “A fronte di un organico doppio rispetto a Ginevra, il Consolato generale di Buenos Aires svolge una attività consolare 4 volte (vedi passaporti), e in alcuni casi 10 volte (vedi atti di stato civile) più ampia rispetto alla sede ginevrina – evidenzia Giro. “Cionondimeno – afferma il sottosegretario, - il Mae è pienamente consapevole dell’importanza di garantire alla sede di Ginevra le risorse umane adeguate a poter svolgere le proprie funzioni in condizioni di normalità, anche in considerazione del prossimo assorbimento di competenze sulla circoscrizione dell’agenzia consolare di Sion”. “Proprio a seguito di un attento esame dei carichi di lavoro - aggiunge, - il Consolato generale in questione beneficerà di misure di potenziamento che già entro la fine dell’anno gli consentiranno di contare su 12 dipendenti delle aree funzionali, e, a regime, di ampliare ulteriormente tale organico a due unità aggiuntive”. Anche le due unità di personale destinate a lasciare la sede, così come richiamato nelle interrogazioni, “verranno sostituite entro l’anno – assicura Giro, ribadendo la possibilità “in tempi brevi” della fruizione a distanza di alcuni servizi con modalità on-line, fruizione che ridurrà quindi “la necessità della presenza fisica del connazionale presso l’ufficio consolare”. La piattaforma Secoli (Servizi Consolari On-Line), già operativa in Belgio (Bruxelles e Charleroi), “con buoni risultati”, sarà “estesa progressivamente alla rete in aderenza al percorso di riorientamento e si conta pertanto di renderla disponibile presso le sedi consolari in Svizzera entro il primo semestre del 2014 – afferma il sottosegretario, chiarendo poi come si sia già provveduto, in merito agli aspetti logistici della sede, ad effettuare i lavori necessari per l’adeguamento funzionale dell’immobile demaniale, compatibilmente con le limitate risorse a disposizione e risultando non sostenibili altre soluzioni logistiche, a causa degli elevati costi locativi. “L’accorpamento del Consolato generale di Losanna è avvenuto senza particolari sofferenze né per il personale, che dispone di un luogo di lavoro la cui rispondenza normativa è stata curata con attenzione dall’amministrazione centrale tramite i suoi organi tecnici, né per il pubblico incrementato – sostiene Giro, ribadendo “i limiti di carattere finanziario che impediscono il trasferimento in altri edifici potenzialmente più funzionali”. “Per quanto concerne la possibilità di accogliere il personale in trasferimento dell’Agenzia consolare di Sion, segnalo che nel corso del 2012 si è reso disponibile un alloggio di servizio al terzo piano dell’immobile, le cui stanze sono state adeguate ad uso ufficio, portando la superficie utile a 700 metri quadri”, per cui si ottiene una disponibilità di spazio, considerando anche le previste integrazioni di personale, “del tutto in linea con gli standard della rete diplomatico-consolare italiana – rileva il sottosegretario, che si sofferma poi sulla “criticità relativa alla difficile accessibilità dei piani alti per i diversamente abili”, problematica “nota e gestita con misure organizzative adeguate”, non essendo percorribili altre vie a causa dell’assenza delle necessarie risorse finanziarie.
“Le sede di Ginevra non risulta essere inclusa tra quelle ad alto rischio nel ricevimento del pubblico – afferma Giro, riferendosi agli aspetti di sicurezza, e non escludendo una nuova ispezione “anche nel corso del prossimo anno”, essendo l’ultima avvenuta nel 2005. “Il Mae – conclude - ha facoltà di disporre verifiche ad hoc per far fronte ad esigenze specifiche tra cui possono certamente rientrare le conseguenze, sul piano amministrativo, degli accorpamenti realizzati sulla rete”.
In sede di replica, Laura Garavini esprime apprezzamento per il potenziamento di personale annunciato, anche se ribadisce le sue preoccupazioni in merito al carico di lavoro e all’adeguatezza logistica delle sedi destinate a far fonte ai servizi resi da quelle in chiusura. Ribadendo “la necessità di garantire ai nostri cittadini all’estero uno standard di servizi adeguato e prossimo”, chiede che sia prevista almeno una sede o un’agenzia consolare presso le realtà territoriali dove sono più presenti le comunità di connazionali, quali ad esempio Losanna, e che sia garantito presso il Consolato generale di Ginevra “un organico di dipendenti tale da permettere di fornire assistenza alle nostre comunità di prima e seconda generazione anche nelle zone limitrofe”.
Tacconi aggiunge che si farà carico di sottolineare le criticità emerse anche nel corso di future audizioni con il vice ministro Marta Dassù e sollecita lo svolgimento dell’ispezione sopra richiamata entro la fine dell’anno, auspicando la successiva presentazione di un rapporto in merito per il proseguimento di un confronto parlamentare sulla materia. (Inform)
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