ITALIANI ALL’ESTERO
Riunione della
Commissione Diritti civili del Comites di Toronto
Norme per il riacquisto
della cittadinanza, indebiti pensionistici, tagli su lingua e cultura italiana,
rete consolare e assistenza sanitaria i temi discussi e su cui si richiama
l’attenzione attraverso un apposito documento
TORONTO – Riunione in conferenza telefonica per la Commissione Diritti civili del Comites di Toronto il 16 settembre scorso. All’iniziativa, convocata dal responsabile Antonio Porretta per discutere di argomenti ritenuti di particolare importanza e d’interesse per la comunità italiana residente nella circoscrizione consolare, sono intervenuti anche il consigliere del Cgie Carlo Consiglio e i componenti della Commissione Vittorio Coco, Gemma Viviano, Maria Bandiera e Patrizia Bottoni.
Primo argomento affrontato – si legge nel documento redatto in proposito - quello del riacquisto e del riconoscimento della cittadinanza italiana. Viene infatti segnalato come “la più pressante richiesta che viene fatta non solo dalla comunità italiana della nostra circoscrizione, ma da tutte le comunità in ogni parte del mondo, è quella di vedere riaperti i termini per il riacquisto della stessa da parte di coloro che l’hanno perduta. Quando ciò accadrà – prosegue il documento - si risolveranno tanti altri piccoli e grandi problemi di cui si discuterà in seguito”. La Commissione sottolinea che “fin quando questa problematica resterà legata alla più ampia riforma della legge sulla cittadinanza all’esame del Parlamento, difficilmente nel corso della legislatura attuale si potrà arrivare alla soluzione positiva auspicata”. Occorre quindi “che il Parlamento, ma soprattutto i parlamentari eletti all’estero, non tutti sensibili al problema anche perché – si rileva - guidati e influenzati dalla politica interna dei propri partiti di appartenenza, chiedano lo scorporo del riacquisto dalla normativa generale. Se così sarà fatto basterà approvare una legge di un solo articolo formato da poche parole, quindi di facilissima approvazione”. Si chiede poi che “il Parlamento, nell’ambito della riforma più ampia dei principi che regolano la cittadinanza, possa risolvere il problema già tante volte illustrato, dell’evidente disparità di trattamento che si verifica nelle attuali famiglie italiane residenti all’estero, e cioè di figli che possono essere riconosciuti cittadini italiani e altri che non lo possono”.
Altra questione trattata quella degli indebiti pensionistici. Su questo fronte la Commissione rileva che “nella quasi totalità dei casi gli indebiti si sono formati non per colpa o dolo dei pensionati, ma perché l’Inps ha corrisposto somme, ad esempio la quattordicesima, senza preventivamente accertare il diritto o meno a percepirla”. Nel caso specifico, “per i pensionati del Canada, l’Inps è a conoscenza del fatto che i redditi da pensione canadese sono tali da non far maturare il diritto, ma la corrisponde lo stesso, salvo poi a richiederne il recupero”. Vista l’assenza di responsabilità da parte dei pensionati, nel documento si chiede “una sanatoria per tutto il pregresso e di pagare eventuali somme per il futuro, solo dopo averne accertato il diritto”, raccomandando all’Inps di rivedere il problema della quattordicesima pagata a quasi tutti i nostri pensionati. “In più occasioni abbiamo fatto notare che in Paesi come il Canada, Stati Uniti, Australia, etc., le pensioni minime pagate superano di gran lunga le pensioni italiane, quindi – si domanda la Commissione - perché pagare somme che in seguito dovranno essere restituite creando disagi e spendendo ingenti somme, risparmiabili, da parte dell’Inps?”. L’auspicio formulato è per un incontro tra autorità, funzionari Inps e canadesi per risolvere definitivamente il problema.
Si è discusso poi dei “drastici tagli che negli ultimi anni sono stati operati per l’insegnamento della lingua e della diffusione della cultura italiana”, problematica cui “si aggancia automaticamente quella relativa ai tagli operati alla stampa quotidiana e periodica all’estero”, tagli giudicati “poco lungimiranti anche e soprattutto in relazione agli interessi economici dell’Italia”. “Le comunità all’estero, oramai non più di prima generazione, per continuare ad essere vive e quindi continuare ad essere una risorsa da usare da parte dell’Italia – si legge nel documento, - hanno necessità del collante della lingua e della corretta informazione. Tagliare i fondi, come si è fatto, ha come naturale conseguenza una strenua accelerazione della fine delle comunità con le immaginabili conseguenze su tutto il sistema Italia. Oltretutto il diritto allo studio e all’informazione sono diritti costituzionalmente tutelati per i cittadini e nessuna rilevanza ha la circostanza se i cittadini risiedono in Italia o fuori dei confini nazionali”.
La Commissione chiede poi che sia dato seguito al documento approvato dalla Conferenza Stato, Regioni, Province Autonome e Cgie, che ha suscitato “aspettative soprattutto nel mondo giovanile degli italiani all’estero”. Stato, Regioni e Province autonome vengono sollecitate dunque ad applicare il documento “soprattutto e principalmente per quel che riguarda i programmi interregionali che riguardano i nostri giovani e i nostri anziani”. “All’estero ci si sente italiani e non sono comprese le differenze dovute alla regione d’origine. La soluzione proposta di fondi interregionali con il contributo dello Stato – viene ribadito, - pare essere la definitiva soluzione del problema”.
La Commissione ritiene inoltre di “proporre che sia reinserita l’assistenza sanitaria per quei connazionali che rientrano per brevi periodi in Italia, estendendola possibilmente a tutti coloro che sono nati in Italia a prescindere dalla loro attuale cittadinanza e, poiché tra i nostri pensionati si è diffusa l’abitudine di trascorrere sei mesi in Italia e sei mesi in Canada, che l’assistenza sia per tutto il periodo in cui si sta in Italia e non solo per un massimo di tre mesi”.
L’ultimo problema segnalato dal documento è quello connesso ai “tagli sempre più frequenti alle reti consolari sparse nel mondo”. “È difficile comprendere che città come Edmonton, con numeri elevati di nostri connazionali, non abbiano un loro Consolato – afferma la Commissione, auspicando anche l’istituzione di “punti di presenza”, “uffici distaccati” del Consolato nella città di Toronto, vista la distanza della struttura dai luoghi di residenza della collettività italiana, per le esigenze più frequenti come passaporti, ufficio notarile e anagrafico.
Il documento approvato dalla Commissione verrà trasmesso al presidente del Comites di Toronto, Gino Cucchi, e ai Comites presenti in Canada, al segretario generale del Cgie e ai consiglieri del Canada, ai parlamentari eletti nella ripartizione America settentrionale e centrale. (Inform)
Nessun commento:
Posta un commento