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giovedì 19 settembre 2013

Si è svolta a Buenos Aires la Giornata sul futuro dell’associazionismo convocata da FEDIBA

ASSOCIAZIONI
Da “Tribuna Italiana”, 18.9.2013

Si è svolta a Buenos Aires la Giornata sul futuro dell’associazionismo convocata da FEDIBA

Al centro del dibattito la diversità di esperienze delle associazioni, la necessità di aprirsi e la volontà di partecipazione

BUENOS AIRES - Presidenti e dirigenti di associazioni che fanno parte della FEDIBA, hanno dato vita ad un intenso e positivo dibattito sul futuro dell’associazionismo e della Federazione che lo raggruppa e rappresenta, durante la prima Giornata di riflessione, che si è svolta sabato 14 settembre nella sede del Circolo Ricreativo La Trevisana. La Giornata è stata convocata dal Direttivo della FEDIBA, al di fuori delle riunioni mensili, con lo scopo di riunirsi avendo più tempo a disposizione per fare una analisi approfondita della realtà dell’associazionismo di Buenos Aires e delle sue prospettive.

La Giornata fa parte del programma di dieci punti proposto dalla nuova Commissione Direttiva della FEDIBA, eletta durante lo scorso mese di maggio e che furono approvati dall’assemblea. Tra gli obiettivi del programma citato, c’è quello di fare il punto dello stato attuale dell’associazionismo nella circoscrizione consolare di Buenos Aires e a tale scopo si sta svolgendo un censimento delle associazioni socie della FEDIBA e, appunto, é stata convocata la I Giornata di Riflessione, dal titolo: “Lavoriamo insieme sul futuro dell’associazionismo”. Gli interventi dei delegati e i dibattiti su diversi aspetti delle tematiche riguardanti l’associazionismo che si sono manifestati durante questa prima Giornata, hanno messo in evidenza l’entusiasta volontà di partecipazione presente tra i dirigenti delle nostre associazioni, così come la loro ricchezza e varietà di esperienze e proposte.

La I Giornata ha visto un dibattito senza riserve nel proporre un programma di lavoro a cinque anni, in base ai dieci punti approvati dall’assemblea, perché questa realtà dell’associazionismo abbia continuità nel futuro, come ha spiegato il presidente della FEDIBA,Dario Signorini, durante il suo intervento. Un futuro dell’associazionismo che vogliamo costruire insieme e con la partecipazione di tutte le nostre associazioni, da quelle più che centenarie, alle più giovani.

Anche se ci sono circa 160 associazioni nella Circoscrizione, secondo il recente censimento fatto dal Consolato, non tutte sono vicine alla Federazione. Il dibattito appena iniziato, parte giustamente dalla domanda sul perché si é arrivati a questo punto, perché quelle associazioni si sono allontanate e perché eventualmente la federazione non è stata capace di avvicinarle.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Una prima conclusione di queste Giornate, ha portato a riconoscere una situazione nella quale in genere versa l’associazionismo il quale, per svariate ragioni, è caduto in una crescente paralisi. Il rinnovamento del vertice della FEDIBA è una prima reazione di fronte a quella realtà e il programma di dieci punti proposto all’assemblea è uno strumento per farla ripartire.

Gli interventi che si sono verificati durante la Giornata, iniziata alle 10 e continuata dopo una sosta per una colazione, fino alle 16, hanno mostrato una realtà molto variegata, con associazioni che hanno raggiunto un alto grado di sviluppo - e quindi problematiche legate alle loro dimensioni e attività - e altre invece che affrontano gravi difficoltà, che svolgono poche attività (magari una festa all’anno) e che per questo rischiano di vedere compromessa lo loro stessa continuità e ragion di essere. Tra le problematiche esposte, c’è stata la richiesta, fatta da numerosi dirigenti, di mantenere le porte aperte a tutta la comunità italiana, superando regionalismi,campanilismi e particolarità, senza che ciò significhi per forza, rinunciare a tradizioni proprie di ogni associazione. Apertura anche nei confronti della società argentina e delle rispettive istituzioni. Un aprire le porte che - è stato chiesto ripetutamente - sia occasione per coinvolgere gente alla quale far conoscere la cultura italiana e il contributo determinante dato dagli italiani allo sviluppo dell’Argentina, ottenendo quindi il doppio risultato della diffusione culturale e della continuità, grazie all’accesso di nuovi utenti.

Chiesta ripetutamente e analizzata anche la richiesta di apertura ai giovani e in genere alle nuove generazioni, posizione sostenuta da vari delegati e proposta da diverse prospettive. Tra l’altro è stato fatto notare che non tutti i discendenti hanno la stessa età, che non tutti sono giovani e che lo loro attività e disponibilità di tempo e possibilmente di impegno, è variabile secondo le età, le situazioni che vivono, i progetti di vita che stanno sviluppando, ecc. Quindi sono diverse anche le offerte da fare, gli interessi da svegliare e anche il linguaggio per convocarli.

La situazione descritta ha portato inoltre alla perdita di presenza e rilevanza della nostra comunità nella società argentina, al punto che negli ultimi tempi è stata oggetto dell’indifferenza (se non di una vera e propria aggressione) da parte anche delle istituzioni argentine, come lo dimostrano e vicende del monumento a Cristoforo Colombo e la questione della “pesificación”, delle pensioni pagate dall’INPS a migliaia di italiani residenti in Argentina.

CONCLUSIONI

Durante la Giornata organizzata dalla FEDIBA, sabato scorso, sono state analizzate anche varie e interessanti idee e proposte a partire dal programma approvato, e sono stati spiegate alcune delle iniziative già realizzate o in corso di realizzazione. Infatti, oltre al riordino amministrativo e istituzionale, con l’adempimento di varie pratiche davanti agli enti ufficiali di controllo, è stata disposta l’apertura di una nuova sede e segreteria amministrativa, aperta al pubblico da lunedì a venerdì dalle 14 alle 18. Inoltre è in corso il censimento delle associazioni che aderiscono a FEDIBA e si lavora all’avvio di una nuova politica di comunicazione, con il ricorso a più moderni strumenti, a cominciare da una pagina web alla presenza nei vari social network. Inoltre vengono proposte iniziative nuove per riattivare la vita nelle associazioni. Tra queste iniziative va sottolineato che alla riunione ha preso parte il noto cuoco e giornalista esperto in gastronomia Pietro Sorba, genovese che da vent’anni lavora in Argentina, diffondendo tramite i ristoranti che ha aperto, ma anche attraverso i mezzi d’informazione (tra l’altro è uno dei fondatori del canale tv “El Gourmet”) un aspetto della cultura italiana di grande importanza, quale è la cucina.

Sorba ha spiegato che stranamente, una collettività come la nostra, con tante associazioni italiane, non ha in seno ad esse, nessun ristorante che possa essere definito di cucina italiana. Quindi ha offerto la sua esperienza e conoscenza, la sua consulenza per favorire l’avvio di iniziative da parte delle associazioni, nel campo della cucina italiana genuina. Sarebbe un modo per sostenere la diffusione della cultura italiana in un aspetto, come dicevamo, di grande rilevanza e estremamente apprezzato e noto in tutto il mondo, e dall’altra per avvicinare nuova gente alle associazioni, e in questo modo dare ai sodalizi altre possibilità di autofinanziarsi.

Il presidente Dario Signorini ha ricordato gli interventi portati a termine da FEDIBA per sostenere la posizione della collettività in difesa del monumento a Cristoforo Colombo e per evitare che esso sia tolto dalla piazza nel quale si trova attualmente. L’avv. Signorini ha sottolineato un’altra volta che non possiamo negoziare e meno ancora rinunciare alla difesa della nostra memoria e al rispetto dei nostri avi e dei milioni di italiani che ci hanno preceduti dando un contributo determinante allo sviluppo dell’Argentina e neanche all’importanza del dono che la collettività ha fatto al popolo argentino per dimostrare gratitudine e senso di appartenenza. Inoltre è stato sottolineata l’importanza che hanno i media della nostra collettività e la necessità di appoggiarli concretamente.

Al di là del programma, è stato sottolineato infine, che è necessario mantenere lo spirito di amicizia e fratellanza che è stato un marchio originale della FEDIBA fin dalla sua fondazione, al quale va aggiunta la volontà di lavorare insieme, uniti, mettendo a disposizione di tutti la nostra capacità di creare e di crescere dentro alle strutture associative, mettendo a frutto la ricca esperienza maturata dai nostri sodalizi, per far ripartire l’associazionismo in modo tale da far ricuperare alla nostra comunità il suo protagonismo all’interno della società argentina e, nel caso specifico di FEDIBA, in quella di Buenos Aires.

“La collettività siamo tutti ed essa non si limita alle associazioni, ma le associazioni sono le cellule madri e per questo motivo dobbiamo lavorare con intelligenza e generosità per mantenere viva questa eredità”, ha detto a modo di conclusione il presidente Signorini. (Tribuna Italiana /Inform)

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