RASSEGNA STAMPA
Da “La Stampa.it”
Siria, Bonino:
“Cessate il fuoco necessario per disarmo armi chimiche”
Il ministro
degli Esteri a New York per Assemblea generale Onu: «Necessario coinvolgere
l’Iran»
NEW YORK «Il cessate il fuoco in Siria è indispensabile per il disarmo
chimico». Il doppio passo è la chiave per una soluzione alla crisi che tiene in
scacco il Medio oriente e la comunità internazionale, secondo Emma Bonino. Il
ministro degli Esteri va diritta al punto in apertura dei lavori della 68 esima
Assemblea generale delle Nazioni Unite. «La strada è tutta in salita, si è
aperto uno spazio temporale per rimettere in moto la diplomazia. - avverte
sulla situazione in Siria - Ma se non si arriverà a un cessate il fuoco, è
difficile immaginare un intervento degli ispettori sul campo mentre cadono le
bombe». E in questo contesto un ruolo chiave lo svolge Teheran: «Occorre
coinvolgere l’Iran perché è un attore fondamentale. - prosegue il titolare
della Farnesina - Chiudergli la porta non risolve il problema, bisogna dialogare,
anche perché per tagliare i ponti c’è sempre tempo». Sempre sulla questione
siriana Bonino si sofferma sulla differente posizione italiana rispetto agli
Stati Uniti: «Si può anche non essere d’accordo, come accade tra amici, ma
questo non significa nulla, non dobbiamo ripetere ogni volta quanto sia
importante la nostra alleanza con l’America».
Nessuno spazio ad equivoci quindi per il capo della diplomazia
italiana nel suo primo intervento della missione newyorkese in cui affronta a
tutto campo le tematiche che coinvolgono il Paese. Compreso lo spigoloso
dossier sui Fucilieri del Reggimento San Marco, Salvatore Girone e Massimiliano
Latorre. Il governo è «costantemente in contatto con le autorità indiane -
avverte il ministro - È chiaro che queste mie giornate all’Assemblea generale
potranno darmi l’opportunità per affrontare anche questo delicato tema, di cui
si sta occupando direttamente Staffan De Mistura, e con il quale sono
direttamente in contatto». Al di là dei tanti impegni istituzionali si tratta
di un nuovo e piacevole ritorno a New York per Bonino. «Ho vinto la mia prima
borsa di studio quando avevo a diciotto anni per venire negli Stati Uniti. Mi
ricorderò sempre quando mio papà mentre accompagnandomi per la partenza mi
disse: “Mi raccomando non andare in metrò”».
Allora Bonino trovò una stanza al Village e lavorava sulla 34 esima e
Quinta: «Per altro vendendo scarpe invendibili, non avevo altra scelta che
prendere la subway, e ogni volta che lo facevo mi veniva in mente il ricordo di
mio papà ansiosissimo». Spiega che la chiusura del consolato di Newark, in New
Jersey, è stata necessaria perché «il nostro Paese vive un momento difficile e
abbiamo bisogno di razionalizzare», ma assicura che i «servizi agli utenti non
verranno meno». Sui lavori al Palazzo di Vetro afferma che «questa settimana è
importante per i temi che saranno affrontati ma è anche importante ricordare
che i 70 cristiani trucidati nel massacro in Pakistan e l’eccidio in Kenya,
come la situazione del Sahel, danno tutte il senso di una rete terroristica
forse che ha cambiato forma, sigla, luogo, ma non è certo scomparsa». Quindi
gli appuntamenti sulla Libia «che per noi rimane strategicamente importante,
come la Somalia».
Oltre ai due dossier di cui si occuperà anche il premier, Enrico
Letta. Il primo sull’Expo 2015 su cui «abbiamo buone speranze che anche gli Usa
decideranno di partecipare». Allo stesso tempo verrà esposto il progetto
«Destinazione Italia», elaborato dal governo, «per rendere il Paese più
attrattivo agli investimenti esteri e anche italiani». Sul fronte della
politica interna spiega che «si sarebbero dovute fare grandi riforme ma il
problema è che oggi non ci sono le condizioni, ma si possono fare interventi
mirati su burocrazia e imposizione fiscale». Auspica da parte degli italiani in
Usa un sentito «sostegno», e non solo da chi è venuto qui tempo fa, «ma anche
dagli italiani che sono arrivati da poco e sono i nostri ambasciatori di oggi:
non ho mai pensato che fosse giusto parlare di fuga dei cervelli, io parlerei
piuttosto di cervelli in movimento». Infine una digressione «glamour» sul
matrimonio tra George Soros e Tamiko Bolton, in cui Bonino è stata una delle
invitate d’eccezione. «La sposa aveva un vestito magnifico, vi assicuro, una
cerimonia davvero toccante».( Francesco Semprini-La Stampa.it del 23 settembre
2013)
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