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venerdì 13 settembre 2013

Vincenzo Arcobelli (Ctim Nord America) su rete consolare e valorizzazione delle eccellenze e della cultura italiana nel mondo

ITALIANI ALL’ESTERO
Vincenzo Arcobelli (Ctim Nord America) su rete consolare e valorizzazione delle eccellenze e della cultura italiana nel mondo

Il presidente del Comites teme un “rischio isolamento” associato alle chiusure previste dal piano di riorganizzazione della rete

HOUSTON – Parla di “rischio isolamento” associato alle chiusure previste dal piano di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare italiana all’estero Vincenzo Arcobelli, coordinatore del Ctim in Nord America e presidente del Comites di Houston, intervistato nei giorni scorsi da Francesco De Palo.

“Il disinteresse verso le comunità italiane nel mondo nasce da parte dei governi che si sono succeduti dal 2006 in poi, ovvero da quando non fu riconfermato il Ministero per gli Italiani nel Mondo – afferma Arcobelli, rilevando come “tale mancanza, unita al disinteresse dei partiti in generale e della politica italiana, certifichi una totale assenza di impegno nei riguardi degli italiani all’estero e confermi la poca sensibilità verso un tema significativo”. “C’è invece molta preoccupazione da parte degli addetti ai lavori che risiedono all’estero – prosegue il coordinatore, evidenziando una progressiva “carenza della politica estera”, politica che dovrebbe essere – sostiene - “una priorità assoluta nei rapporti dell’Italia con il mondo”. Per Arcobelli i “tagli lineari”, che hanno già determinato la chiusura di diverse sedi consolari all’estero, non hanno prodotto efficienza “per la stragrande maggioranza dei casi”, esito testimoniato dall’intenzione di affidare al Parlamento “uno studio attento e approfondito sulla razionalizzazione di tutta la rete diplomatica consolare”. La chiusure recentemente annunciate, invece, per Arcobelli non solo sono viziate dal mancato coinvolgimento delle Commissioni parlamentari interessate e degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, ma anche da possibili pressioni sindacali. 

Arcobelli annuncia inoltre il suo sostegno ad iniziative intraprese da Comites e associazioni contro la chiusura del Consolato di Newark, così come per le altre sedi nel mondo. “Credo che l’Altra Italia, che lavora e si afferma nel mondo, abbia dimostrato di essere all’altezza della situazione, facendo cose straordinarie, mentre il deludente e mediocre mondo politico non comprende le concrete potenzialità dell’Italia oltre confine. Noi del Ctim – assicura - continueremo a fare la nostra parte”.

Richiamata ancora una volta la “discriminazione” subita dai connazionali all’estero a proposito dell’Imu. “Vogliamo essere trattati esattamente come i cittadini che risiedono in Italia, con gli stessi diritti e doveri – afferma Arcobelli, che ritiene che i parlamentari eletti all’estero su questo fronte non abbiano fatto abbastanza: “non hanno saputo concretizzare e non si sono fatti rispettare, dovevano e potevano fare di più – dice - minacciando di sfiduciare l’esecutivo”.

Il coordinatore del Ctim si sofferma poi sulla Conferenza degli scienziati italiani nel mondo, da lui stesso ideata e giunta alla IX edizione. Un’idea – spiega - nata dal premio delle eccellenze italiane nel mondo organizzato a Roma da Mirko Tremaglia dal 2001 al 2006 e il cui fine resta la valorizzazione delle eccellenze, con il valore aggiunto dato dal network creato con la manifestazione e dalle collaborazioni instaurate con enti accademici e Università, iniziative che prevedono anche scambi di ricercatori, docenti, opportunità e stages per giovani dottorandi. Tra questi, richiamato il Dottorato di Ricerca bilaterale internazionale in biomedicina e neuroscienza tra l’Università di Palermo e la Utmb (University of Texas - Medical Branch), “per un titolo di dottorato riconosciuto in sede europea e statunitense”.

Per Arcobelli “bisogna continuare su questa strada”: “vi è un enorme potenziale da cui l’Italia potrebbe trarre vantaggio, non ci saranno Conferenze o altro che potranno ripagare la straordinaria qualità, l’impegno, lo spirito di abnegazione, che le nostre eccellenze mettono nel quotidiano lavoro al servizio della collettività, per il progresso scientifico e per la salvaguardia della salute dell’uomo”. Considerato poi di “buon auspicio” l’aumento del numero di studenti italiani all’estero – un 5% in più di iscrizioni nel 2013.

Infine, il presidente del Comites si sofferma sul significato di iniziative come l’Anno della cultura italiana negli Stati Uniti o il “Progetto memoria”, che ha come simbolo la Madonna della Sfida. “Si tratta di iniziative dal significato enorme – afferma. - Evidenziano e promuovono l’interesse per l’Italia attraverso l’arte, il design, la cinematografia, la storia, tutto quello che è cultura. Quest’anno negli Stai Uniti si sono svolte e continuano a svolgersi attività ed iniziative culturali in tutte le circoscrizioni consolari, coinvolgendo Musei, Università, Accademie. Un grande lavoro di coordinamento che l’Ambasciata Italiana a Washington sta mettendo in atto con la rete diplomatica sparsa sull’intero territorio americano” “Tra le attività storico-socio-culturali che ogni anno il Ctim Nord America si impegna a portare avanti – aggiunge Arcobelli - vi è il Progetto memoria, che ha come simbolo la Madonna della Sfida, icona religiosa e anche simbolo di un gemellaggio con l’Associazione Nazionale della Polizia Penitenziaria, per la manifestazione che vuole ricordare le vittime del dovere e del terrorismo. Un momento di incontro, che si svolge presso la storica Chiesa di San Francesco di Paola a San Antonio in Texas ed a Venezia, tra i vari rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, delle Autorità locali e religiose e della rappresentanza degli Italiani all’estero, a ricordo di tutti coloro che hanno contribuito con l’alto sacrificio della vita alla protezione dei cittadini, alla sicurezza ed alla pace delle nostre nazioni ed alla libertà e democrazia”.

L’intervista completa è anche pubblicata anche sul sito del Ctim: www.ctimusa.org. (Inform)

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