RICONOSCIMENTI
Premio istituito dal
Consiglio regionale della Basilicata per riconoscere il ruolo e l'impegno delle
donne lucane
Le vincitrici della quarta edizione del Premio Ester
Scardaccione
POTENZA - Carmela Suriano, Matilde D’Errico e Rosa
Immacolata Vitelli sono le vincitrici della quarta edizione del “Premio Ester
Scardaccione”, istituito dal Consiglio regionale della Basilicata per
riconoscere il ruolo e l'impegno delle donne lucane che abbiano reso alto il
prestigio nell'educazione, nel lavoro, nella cultura, nell'impegno civile e
sociale, nella creatività e nell'arte a favore della condizione femminile e
delle pari opportunità e della non discriminazione. I riconoscimenti sono stati
assegnati a Potenza, nel corso di una cerimonia nella sala Inguscio della
Regione. Un premio speciale della giuria è stato inoltre attribuito a Cinzia
Antonietta Marroccoli.
Per la sezione “donna operante in Basilicata” si è
aggiudicata il premio Carmela Suriano di Policoro. Imprenditrice e laureata in
Scienze Politiche è direttore generale di Planitalia srl, azienda leader nello
sviluppo varietale di fragole e drupacee. Studiosa dell’innovazione
tecnologica, la Suriano è stata premiata perché “ha dimostrato di essere
all'altezza di una sfida imprenditoriale meridionale fondando un'azienda che si
occupa della produzione e della commercializzazione della fragola del
metapontino. Competitività e reputazione internazionale del suo brand portano
il buon nome della Basilicata nel mondo”.
Per la sezione “donna nata e/o originaria della Basilicata o
ivi residente ma operante fuori dai confini regionali” hanno ottenuto il premio
Matilde D’Errico e Rosa Immacolata Vitelli. Matilde D’Errico, originaria di
Venosa, giornalista, scrittrice, autrice televisiva e sceneggiatrice, ha
firmato in qualità di autrice e regista la serie Amori criminali sul tema del
femminicidio, in programma su Rai Tre. Sempre per Rai Tre è co-autrice del
format Un giorno per sempre mentre ha collaborato per Italia 1 al reality
Campioni. La D’Errico ha, inoltre, firmato il volume Volontari internazionali,
una raccolta di settanta storie scritte in occasione dell’anno internazionale
dei volontari. La giuria l’ha ritenuta meritevole perché “ha dimostrato come il
racconto per immagini possa essere il supporto efficace e comunicativo per un
impegno militante a favore delle giuste cause. I bisogni delle donne ma anche
la quotidianità, sofferta, delle emergenze esistenziali di tutti noi e la
fatica piena di sorriso di cui sono capaci i volontari, sono al centro della
sua attività professionale”.
Rosa Immacolata Vitelli, nata a Matera, laureatasi in
Sociologia ha conseguito il master in giornalismo alla Columbia University di
New York. Corrispondente estera per Vanity Fair, periodico di costume, moda e
politica, è un’attenta conoscitrice del mondo femminile afgano. E’ autrice del
volume Tahrir, dove si raccontano i giorni caldi della primavera araba, e della
rubrica Cronache baldanzose sul mensile Marie Claire. La Vitelli ha ricevuto il
riconoscimento perché “scrivendo su una delle più autorevoli riviste
internazionali di costume ha dimostrato di conoscere a fondo l'universo
femminile più oltraggiato e nascosto, come quello afgano, e ha saputo
raccontare le istanze di libertà di territori dove pensare è vietato e
conoscere impedito, come i paesi arabi”.
Il premio speciale della giuria è andato a Cinzia Antonietta
Marroccoli, psicologa, presidente dell’Associazione Telefono Donna - casa delle
Donne Ester Scardaccione. L'associazione Telefono Donna nasce nel 1989 a
Potenza come linea telefonica di aiuto e consulenza legale, psicologica e
sociale alle donne vittime di violenza. Dal 2001 nella Casa delle donne Ester
Scardaccione vengono ospitate donne con o senza figli minori che subiscono
violenza fisica, psicologica e vittime di stalking. Per la giuria la Marroccoli
“è riuscita, insieme alle amiche dell'Associazione, a continuare e trasformare
in opera l'aspirazione e le battaglie di Ester, unendo professionalità e
sensibilità nella cura del disagio psicologico ed umano delle donne in
difficoltà. Con la sua passione ha concorso a superare la diffidenza di
ambienti ed istituzioni portando in primo piano le tematiche
femminili”.(Inform)
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