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giovedì 12 settembre 2013

Una persona su 30 non vive dove è nata -“E i latinos emigrano più degli altri”


RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it”

Una persona su 30 non vive dove è nata

“E i latinos emigrano più degli altri”

Rapporto Onu sui flussi migratori della prima metà del 2013: oltre 26 milioni di latinoamericani sono migranti, 39 milioni gli asiatici mentre il totale di chi oggi vive all’estero ammonta a 232 milioni

 

 

Che sarebbe il mondo contemporaneo se non ci fossero i migranti? A leggere l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, appena uscito e che fotografa i flussi migratori “permanenti” nella prima metà del 2013, sarebbe tutta un’altra cosa, visto che ormai una persona su 30, ovunque sul pianeta terra, vive in un paese diverso da quello in cui è nata. Oltre 26 milioni sono i migranti latinoamericani, i cosiddetti “latinos”, 39 milioni quelli asiatici mentre il totale di chi oggi vive all’estero ammonta a 232 milioni, un incremento sostanziale rispetto al 1990, quando i migranti erano “appena” 154 milioni. 
 

La stragrande maggioranza dei 17,4 milioni di messicani e centroamericani che ha lasciato le loro case negli ultimi anni lo ha fatto per andare negli Stati Uniti, il paese che - secondo le nuove statistiche Onu - accoglie più immigrati al mondo, quasi 46 milioni in tutto. Il “sogno americano” evidentemente “tira” ancora, nonostante la crisi del 2008. Dopo gli Usa la classifica delle nazioni che accolgono più stranieri vede in testa la Russia con 11 milioni, seguita dalla Germania, con 9,8 milioni, dall’Arabia Saudita con 9,1 e da Emirati Arabi Uniti e Gran Bretagna, che ospitano entrambe 7,8 milioni di immigrati. Calcolando però i flussi migratori a partire dal 1990, l’Onu stima che dopo i “soliti” Stati Uniti, il paese che ha accolto più immigrati negli ultimi due decenni sia stato, a sorpresa, gli Emirati Arabi Uniti con sette milioni, seguito a ruota dalla Spagna ferma a sei. 
 

L’Europa rimane comunque il continente più “ambito” - anche in questo 2013 e nonostante la crisi - con 72 milioni di immigrati al suo interno, tallonato dall’Asia ferma a 71 milioni anche se, dal 1990 ad oggi, il continente dove più è aumentato in percentuale il flusso di migranti in entrata è il Nordamerica. Da segnalare infine che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, la maggior parte dei migranti non viaggia ormai più dal Sud al Nord del mondo ma si sposta all’interno dell’emisfero meridionale del pianeta, avendo come meta finale i cosiddetti paesi emergenti. “Stanno emergendo nuovi paesi, sia di origine che di destino, dei flussi migratori”, conferma John Wilmoth, il direttore della divisione demografica dell’UN-DESA, il Dipartimento economico sociale delle Nazioni Unite che ha redatto lo studio.  (Paolo Manzo-La Stampa.it, 12 settembre 2013)

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