RASSEGNA STAMPA
Da “La Stampa.it”
Una persona su
30 non vive dove è nata
“E i latinos
emigrano più degli altri”
Rapporto Onu
sui flussi migratori della prima metà del 2013: oltre 26 milioni di
latinoamericani sono migranti, 39 milioni gli asiatici mentre il totale di chi
oggi vive all’estero ammonta a 232 milioni
Che sarebbe il mondo contemporaneo se non ci fossero i migranti? A
leggere l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, appena uscito e che fotografa i
flussi migratori “permanenti” nella prima metà del 2013, sarebbe tutta un’altra
cosa, visto che ormai una persona su 30, ovunque sul pianeta terra, vive in un
paese diverso da quello in cui è nata. Oltre 26 milioni sono i migranti
latinoamericani, i cosiddetti “latinos”, 39 milioni quelli asiatici mentre il totale
di chi oggi vive all’estero ammonta a 232 milioni, un incremento sostanziale
rispetto al 1990, quando i migranti erano “appena” 154 milioni.
La stragrande maggioranza dei 17,4 milioni di messicani e
centroamericani che ha lasciato le loro case negli ultimi anni lo ha fatto per
andare negli Stati Uniti, il paese che - secondo le nuove statistiche Onu -
accoglie più immigrati al mondo, quasi 46 milioni in tutto. Il “sogno
americano” evidentemente “tira” ancora, nonostante la crisi del 2008. Dopo gli Usa
la classifica delle nazioni che accolgono più stranieri vede in testa la Russia
con 11 milioni, seguita dalla Germania, con 9,8 milioni, dall’Arabia Saudita
con 9,1 e da Emirati Arabi Uniti e Gran Bretagna, che ospitano entrambe 7,8
milioni di immigrati. Calcolando però i flussi migratori a partire dal 1990,
l’Onu stima che dopo i “soliti” Stati Uniti, il paese che ha accolto più
immigrati negli ultimi due decenni sia stato, a sorpresa, gli Emirati Arabi
Uniti con sette milioni, seguito a ruota dalla Spagna ferma a sei.
L’Europa rimane comunque il continente più “ambito” - anche in questo
2013 e nonostante la crisi - con 72 milioni di immigrati al suo interno,
tallonato dall’Asia ferma a 71 milioni anche se, dal 1990 ad oggi, il
continente dove più è aumentato in percentuale il flusso di migranti in entrata
è il Nordamerica. Da segnalare infine che, contrariamente a quanto ci si
potrebbe aspettare, la maggior parte dei migranti non viaggia ormai più dal Sud
al Nord del mondo ma si sposta all’interno dell’emisfero meridionale del
pianeta, avendo come meta finale i cosiddetti paesi emergenti. “Stanno
emergendo nuovi paesi, sia di origine che di destino, dei flussi migratori”,
conferma John Wilmoth, il direttore della divisione demografica dell’UN-DESA,
il Dipartimento economico sociale delle Nazioni Unite che ha redatto lo
studio. (Paolo Manzo-La Stampa.it, 12 settembre 2013)
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