Per il reindirizzamento cliccate link to example

lunedì 9 dicembre 2013

Alla Casa degli Italiani di Montevideo la presentazione dell'ambasciatore Palladino alla collettività

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da “Gente d’Italia” del 9 dicembre 2013

Alla Casa degli Italiani di Montevideo la presentazione dell'ambasciatore Palladino alla collettività

MONTEVIDEO - Un brindisi di fine anno austero quello che ha voluto organizzare il Comites di Montevideo presso la Casa degli Italiani sabato 7 dicembre. Austero perché i tempi “impongono che sia così”, come hanno ricordato i suoi rappresentanti. Presente l’ambasciatore Palladino, ospite d’onore, e il Vice Console Mauro Monciatti. Obiettivo dell’evento dunque, presentare l’Ambasciatore alla collettività e approfittare dell’occasione per fare il punto sul declassamento del Consolato (notizia che ha sorpreso molti dei presenti, ancora all’oscuro della vicenda).

Pragmatico l’intervento di Renato Palermo, che ha sottolineato come si siano recuperati 5 milioni di euro da “spalmare sull’assistenza degli italiani all’estero” e la diffusione della lingua e “si aggiungeranno a quei due milioni di euro” previsti per il rinnovo dei Comites nel 2014. “Noi appoggiamo l’elezione dei Comites e il rinnovo dei CGIE anche con l’ausilio del sistema informatico”, ha sottolineato Palermo. Per poi aggiungere: “Dobbiamo difendere l’insegnamento della lingua italiana nel territorio uruguayano, siamo d’accordo per trovare sistemi che comportino miglioramenti, però saremo fortemente contrari a tagli che mettono a rischio l’attuale andamento, perché la nostra collettività ha già perso troppe cose”. Sul progetto di spostamento e declassamento del Consolato, il Comites, attraverso Palermo sembra aver finalmente trovato un suo parere unanime: “Siamo d’accordo che il consolato sia spostato presso la sede dell’Ambasciata se questo riduce i costi di finanziamento, però decisamente contrari al declassamento e alla riduzione del personale. Vogliamo che si migliorino i servizi consolari e siano adeguati al numero dei connazionali che abbiamo in questo Paese”.

Ferma anche Filomena Narducci sul declassamento del Consolato: “La posizione dei rappresentanti dell’Uruguay con Renato in cui mi includo è stata molto chiara, di totale contrarietà a tale decisione perché la consistenza della comunità italiana in Uruguay impone un approfondimento della situazione locale prima dell’esecuzione di una tale misura”. Non confondiamo, ha continuato “declassamento con trasferimento dei locali, non dobbiamo permettere che nessuno ci strumentalizzi su questo concetto[…]C’è crisi e dobbiamo accettare questa realtà”. Importante, secondo la Narducci, il risparmio che si genererebbe non pagando l’affitto, la luce e la sicurezza, come impone la situazione attuale di un consolato indipendente. Forte infine il suo “richiamo all’unità”. In poche parole, l'invito alla collettività: è inutile protestare, siamo noi i primi ad accettare il trasferimento, e poi si vedrà cosa succederà.

Da parte sua, l’ambasciatore Vincenzo Palladino ha riaffermato il fatto di essere un ambasciatore e non un console e di doversi occupare quindi di altre questioni oltre ai connazionali, in primis dei “rapporti bilaterali tra Italia e Uruguay”. Senza tralasciare un tema che considera primario: i giovani. “Le nuove generazioni vanno attratte, bisogna coltivarle. Servono sistemi per interessarli alle attività italiane. Non è facile. Ho visto che i giovani sono lontani dalle associazioni ed è difficile mantenerle se non si rinnovano”.

Importante il pensiero di Palladino sulla diffusione della lingua italiana: “E’necessario focalizzarsi su persone che effettivamente poi, continuino un percorso di italiano e non su interventi che li lascino a mezza strada”. Sul declassamento Palladino ha assicurato che si tratterebbe solo di un cambiamento nominativo, secondo le informazioni in suo possesso, senza effetti sulla “qualità dei servizi e sul numero dei funzionari”. Tutti d'accordo, quindi: argomento chiuso. Disponibile alle domande, Palladino ha dimostrato di voler costruire sin da ora un rapporto privilegiato con la nostra collettività.

L’evento si è chiuso con un classico brindisi e l’esibizione del tenore uruguayano José Luis Pomi che ha interpretato alcuni classici della canzone italiana come “Mamma” e “ ’O Sole mio”. (ste.pes. -Gente d’Italia /Inform)

Nessun commento:

Posta un commento