RETE CONSOLARE
Una lettera dal Brasile: i presidenti dei Comites e i componenti del CGIE preoccupati per la possibile chiusura del Consolato di Recife
E’ indirizzata ai massimi esponenti del Mae maggiormente interessati, ai presidenti di Camera e Senato e ai presidenti dei Comitati per gli italiani nel mondo dei due rami del Parlamento
ROMA - “Noi sotto firmatari, rappresentanti eletti della Comunità italo-brasiliana, ci uniamo ai connazionali del Brasile per farvi giungere la voce, le preoccupazioni e il disappunto per la notizia della possibile chiusura del Consolato di Recife, un Consolato che ricopre una circoscrizione composta da ben nove stati brasiliani del Nordest (Pernambuco, Bahia, Ceará, Alagoas, Rio Grande do Norte, Maranhão, Paraiba, Piauí, Sergipe) e un’area geografica di 1.550.000 Kmq.”.
Inizia così una lettera indirizzata al segretario generale della Farnesina Michele Valensise, ai direttori generale per gli Italiani all’estero Cristina Ravaglia e per le Risorse e l’innovazione Elisabetta Belloni, ai presidenti del Senato Pietro Grazzo e della Camera Laura Boldrini nonché ai presiudenti dei Comitati per gli italiani nel mondo del Senato e della Camera, rispettivamente Claudio Micheloni e Fabio Porta.
Firmatari della lettera i quattro componenti del CGIE Brasile - Mario Araldi, Antonio Laspro, Walter Petruzziello e Claudio Pieroni - e i presidenti dei sei Comites: Silvia Alciati (Belo Horizonte), Rita Blasioli Costa (San Paolo), Adriano Bonaspetti (Porto Alegre), Gianluca Cantoni (Curitiba), Franco Perrotta (Rio de Janeiro) e Salvador Scalia (Recife).
Così prosegue la lettera, che riproduciamo integralmente.
“Apparentemente, il numero dei connazionali iscritti al’AIRE, che ammonta a circa 15.500, può sembrare esiguo, se non messo in relazione alla superficie, ma soprattutto si deve considerare anche un uguale numero circa di residenti “semestrali” tra l’Italia e il Brasile, e la presenza di un elevato numero di cittadini italiani per turismo, situazione che genera continuamente emergenze da gestire, in particolare nelle grandi capitali della regione: Fortaleza, Natal e Salvador, oltre a Recife ovviamente.
I turisti italiani sono circa 50.000 l’anno (nel primo trimestre solo a Fortaleza/Ceara’ ci sono stati 8.000 turisti italiani, secondo la Polizia Federale) e il prossimo anno in occasione dei Mondiali di calcio, ospiterà la Nazionale Italiana.
Inoltre in questa circoscrizione vi sono almeno 40 detenuti (due terzi di quanti ce ne sono in tutto il Brasile) che assorbono parecchio tempo dell’attività consolare.
Anche il fenomeno delle richieste di cittadinanza e’ in continua crescita e soprattutto, in virtù dei frequenti matrimoni di cittadini italiani con brasiliane, anche le legalizzazioni stanno aumentando in maniera esponenziale.
Il Consolato di Recife, risulta avere soltanto 2 funzionari per Aree funzionali e 5 contrattisti. Con le 7 persone che vi lavorano é responsabile anche di una rete Consolare onoraria composta da 8 sedi dipendenti: 1 Consolato Onorario Salvador (Ba); 1 Vice Consolato Onorario Fortaleza (Ce); 3 Agenzie Consolari Onorarie: Aracajú (Se), Natal (Rn), São Luis ( Ma); 3 Corrispondenti Consolari Onorari: João Pessoa (Pb), Maceió ( Al), Porto Seguro (Ba).
Questa circoscrizione è stata recentemente accresciuta, dopo la recente revisione effettuata dall’Ambasciata, con l’incremento del territorio dello stato di Bahia ed i suoi connazionali. L’effettivo in dotazione in precedenza era di 10 persone, mentre ora, nonostante l’incremento di circa 4.500 connazionali, l’effettivo è stato ridotto a 7, contrariamente a quanto era stato promesso.
Ma quello che è necessario sottolineare è il potenziale economico, attualmente rappresentato da questa circoscrizione sia per il Brasile sia per l’Italia. In virtù della realizzazione di un nuovo e moderno porto, quello di Suape, nei pressi di Recife, questo territorio rappresenta ancora un enorme potenziale di crescita, soprattutto per una serie di industrie multinazionali che si stanno installando nella zona.
Importante è ricordare che proprio la FIAT, maggior presenza industriale italiana in Brasile, sta costruendo esattamente in questo territorio il suo secondo maggior stabilimento produttivo al mondo, in cui prevede di produrre circa 450.000 vetture l’anno.
Chiudere il Consolato di Recife, in nome della “spending review”, va in netto contrasto con l’interesse economico dell’Italia e degli italiani residenti all’estero.
In particolare, in una circoscrizione di queste dimensioni, i disagi in virtù delle enormi distanze da percorrere per usufruire dei servizi consolari sono una realtà con la quale i connazionali già convivono da sempre. Dalla recente riorganizzazione delle circoscrizioni brasiliane ci si aspettava qualche miglioramento. Invece la possibile chiusura del Consolato di Recife aggrava ulteriormente la situazione e indebolisce la comunità ivi presente, affievolisce i legami, allontana il cittadino che finisce con il disinteressarsi e ricercare altre soluzioni locali per sistemarsi e superare le proprie difficoltà. Inoltre la mole di richieste di servizi viene comunque in buona parte riversata sui consolati più “vicini” costretti ad “accogliere” queste nuove necessità, che vengono quindi sovraccaricati, mettendo in difficoltà il personale, riducendo ulteriormente la qualità e i tempi dell’erogazione del servizio in generale.
In questo momento l’Italia ha bisogno di intercettare, sul piano internazionale, le opportunità di ripresa che non riesce a trovare entro i propri confini. E proprio il Brasile è un forte candidato ad offrire queste occasioni. Come ha detto il Ministro Emma Bonino, è necessario “ri-orientare la nostra rappresentanza in relazione agli obiettivi geopolitici del Governo per renderla strumento di supporto della politica di internazionalizzazione”.
Confidiamo che la nostra classe politica e dirigenziale saprà interpretare queste considerazioni che vengono da noi fatte, non solo in beneficio della collettività italiana del Brasile, ma principalmente per l’Italia, ritenuta l’importanza economica della Circoscrizione di Recife”.
Seguono i saluti. (Inform)
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