LIBRI
La storia di Daniele
Nardi, “ragazzo di pianura che sfida i ghiacci eterni”
“In vetta al mondo”
Sfida, conquista,
duello. Ma anche dialogo, ascolto, rispetto. E coraggio. Il coraggio di
continuare verso l'alto, ma anche quello di saper rinunciare alla cima, in nome
della vita. La montagna è tutto questo, e molto di più. E’ un viaggio verso la
vetta, ma anche dentro noi stessi. Un viaggio che è anche la trama di “In vetta
al mondo.”, il libro realizzato per Infinito edizioni dall’alpinista Daniele
Nardi e da Dario Ricci, giornalista di Radio24-IlSole24Ore. Nardi è il primo
alpinista al mondo ad aver conquistato in inverno (2013), in condizioni
ambientali terribili, lo “sperone Mummery” (6.450 metri) del Nanga Parbat. In
carriera ha scalato quattro Ottomila.
Un dialogo che
s’intreccia con le tappe della carriera di Nardi: dalle prime arrampicate sui
Monti Lepini, vicino alla natia Sezze (provincia di Latina), alla scoperta di
Alpi e Dolomiti, fino alla straordinaria spedizione sul Baghirathi II e a
quella tragica sul K2, per arrivare alla sfida più estrema: l'assalto in
inverno alla cima del Nanga Parbat, ancora inviolata proprio nella stagione
invernale. La sfida alla “Regina delle Montagne” è, per Nardi, anche
l'occasione per dialogare con se stesso, per riscoprire il senso di una sfida
che deve essere sempre qualcosa di più e diverso dalla pur difficile conquista
di una vetta. E la sfida è anche riscoperta delle proprie radici, delle origini
della propria passione, della purezza di quello “stile alpino” che per Daniele
è più di una tecnica di scalata: è una filosofia di vita. Pagine d'alpinismo e
d'avventura che s'intrecciano col dialogo che lo scalatore crea e sviluppa con
Dario Ricci, in confronto tra vetta e abissi (Nardi è anche appassionato
apneista) che vuole essere omaggio estremo e profondo al Nanga Parbat, e a
tutte quelle montagne che ogni giorno ci troviamo a scalare nella nostra
vita.(Inform)
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