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giovedì 12 dicembre 2013

Oggi l’apertura della VI Conferenza Italia-America latina e Caraibi


FARNESINA

Oggi l’apertura della VI Conferenza Italia-America latina e Caraibi

 

Il ministro degli Esteri Emma Bonino richiama le “costanti della politica estera italiana”: “rafforzamento dell’integrazione a livello europeo, sostegno alle forme d’aggregazione regionale e cooperazione paritaria e pragmatica sulle sfide comuni”. Nella prima sessione di lavori, sul ruolo del partenariato per l’uscita dalla crisi, gli interventi dei rappresentanti di governo di Messico, Nicaragua, Cile, Argentina, Brasile, Perù, Panama, Uruguay e Costa Rica

 

ROMA – Si è aperta stamani alla Farnesina la VI Conferenza Italia-America latina e Caraibi, evento biennale organizzato dal Mae in collaborazione con l’Istituto Italo-Latino Americano (Iila) per una riflessione congiunta sulle grandi sfide poste dalla globalizzazione e il proseguimento di un dialogo che sappia trarre frutto da esperienze diverse per uno sviluppo più equilibrato e consapevole. Un dialogo che trova la sua base nell’ormai consolidato legame tra le due aree e che è divenuto negli anni sempre più un vero e proprio scambio di esperienze utile ad alimentare l’interesse tra i diversi contesti e la condivisione di conoscenze e valori, patrimonio comune che le diverse dinamiche economiche devono saper promuovere.

Ai partecipati alla mattinata di interventi, presieduta dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro, è giunto anche un saluto inviato per l’occasione da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha ribadito come l’evento offra l’occasione per rinnovare gli importanti rapporti tra Italia e area latino-americana. A tornare sulle “radici secolari” dei rapporti tra i diversi popoli è stata subito dopo il ministro degli Affari Esteri Emma Bonino, che ha introdotto i lavori richiamando l’importanza della presenza italiana nel sub-continente latino-americano, presenza che costituisce anche la ragione per cui il nostro Paese ha da sempre guardato con attenzione a quest’area, sostenuto i suoi percorsi di crescita e il legame da rafforzare con la stessa Unione Europea. “Da 10 anni stiamo camminando insieme verso il futuro, come dichiara lo slogan delle Conferenze – ha affermato il ministro, riconoscendo lo “straordinario risveglio economico, culturale e politico” vissuto dall’area latino-americana negli ultimi 2 decenni, area “divenuta laboratorio di politiche pubbliche ideate con coraggio per rispondere alle sfide sociali che la globalizzazione ci impone, ottenendo risultati considerevoli in termini di riduzione della povertà”. Una crescita “che porta con sé nuove sfide e responsabilità globali, cui l’America latina sta tentando con coraggio di dare risposte – prosegue Emma Bonino, indicando come ad esse tendano le aggregazioni regionali da tempo messe in atto (da ultima l’Alleanza del Pacifico o Celac, che include i Paesi coinvolti attraverso l’Iila alla Conferenza), sfide “per loro natura globali per cui occorrono analisi condivise e risposte coordinate”. Risposte che, nella complessità degli scenari globali, richiedono competenze ma anche consenso e partecipazione, stimolate dalla stessa Conferenza. “Proprio nel coinvolgimento a largo spettro delle varie componenti delle nostre società e nei loro importanti contributi ritengo – afferma Bonino – si possa individuare il segreto della longevità delle Conferenze Italia-America latina: dei fora periodici di incontro ad alto livello politico ma allargati alle imprese e alle componenti della società civile”. Il ministro ha richiamato poi i temi prioritari al centro dell’agenda di questa due giorni di lavori: in primis “la crescita economica di qualità, una crescita che sappia tener conto dell’impatto sulla vita degli individui sulla base di criteri di inclusività e di sviluppo sostenibile, offrire opportunità dignitose ai giovani” e che richiede una sempre maggiore integrazione dell’area latino-americana con quella europea; il tema migratorio, tenendo conto delle trasformazioni subite dall’immigrazione italiana in Sud America, oggi non più riconducibile a “scelte di vita, ma a professionalità in costante movimento, pronte a cogliere le straordinarie opportunità offerte dal vostro continente”, e del flusso migratorio in ingresso in Italia, su cui viene “assicurata la massima apertura italiana verso iniziative e proposte che mirino a facilitare l’ingresso e il soggiorno dei nostri amici latino-americani in Italia”; il rafforzamento della cooperazione per la lotta alla criminalità organizzata, cui il nostro Paese concorre già con il Sica (Sistema di integrazione Centro-americana), cooperazione che ha già dato positivi risultati e ci si auspica di estendere in altri ambiti indicati nel corso della Conferenza. Il ministro ricorda dunque come “il rafforzamento dell’integrazione a livello europeo, il sostegno alle forme d’aggregazione regionale e la cooperazione paritaria e pragmatica sulle sfide comuni” siano le “costanti della politica estera italiana” e come America latina e Caraibi siano priorità per il governo italiano, priorità testimoniata anche dalle frequenti visite istituzionali e politiche in questi Paesi, che vedranno nei prossimi mesi la stessa Bonino protagonista. Si tratta di un interesse confermato anche dal sostegno assicurato all’Iila, “per il cui funzionamento – fa sapere il ministro – sono stati in questi giorni stanziati 500 mila euro aggiuntivi”. Una buona base di partenza per l’avvio, già nel 2014, dei lavori preparatori della VII Conferenza che si svolgerà in coincidenza con Expo 2015, affrontando come quest’ultimo temi che sono “sfide cruciali per il futuro dell’umanità”: “dalla sicurezza alimentare allo sviluppo sostenibile, dall’accesso alla nutrizione al miglioramento della qualità del modo di vivere, anche nella prospettiva – ricorda il ministro – dell’elaborazione in corso dei nuovi Obiettivi post-Millennium”.

Si è soffermato sull’impegno e sul denso percorso preparatorio di questa VI Conferenza il presidente dell’Iila Miguel Ruiz-Cabañas, intervento di saluto cui è seguita l’apertura della prima sessione di lavori dedicata al “Rinnovo del dialogo tra Italia-America latina e Caraibi: un’agenda per uscire dalla crisi attraverso un partenariato allo sviluppo”, cui hanno assistito, tra gli altri, anche la vice presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, e Massimo D’Alema, esponente di spicco della politica e della sinistra italiana.

“I Paesi dell’America latina e dei Caraibi hanno conosciuto un grande risveglio economico, sociale e politico che può essere fonte di ispirazione anche per l’Italia, che sta vivendo oggi il suo risveglio in modo più difficile e che richiede – ha affermato Giro – il rinnovo del contratto sociale e un ripensamento delle sue istituzioni”. Ripensamento che potrebbe dunque trarre profitto dai percorsi intrapresi dall’altra parte dell’Oceano, specie se pensiamo alla necessità di uno sviluppo che tenga conto delle istanze sociali, fortemente rivendicate oggi dai cittadini dell’Unione Europea alle prese con la crisi economica.

A ripercorrere per primo gli indicatori più interessanti di questi Paesi – costante e rilevante crescita del Pil, stabilità politica, crescita della classe media e uscita dalla povertà di molta parte della popolazione – il ministro degli Esteri del Messico, José Antonio Meade Kuribreña, che ha spiegato come questo processo renda il suo Paese sempre più attrattivo per le imprese e gli investimenti stranieri. Parte rilevante è giocata dall’Italia, che ha ancora ampi margini di miglioramento, sia per quanto riguarda la sua presenza imprenditoriale ed economica che per quella culturale. Kuribreña propone a questo proposito l’istituzione da parte dell’Iila di una banca dati sui programmi tecnico-scientifici in particolare offerti dalle Università e dai centri di ricerca di tutti i Paesi interessati. Per la Commissione Europea interviene il vice presidente Antonio Tajani, che evidenzia l’importanza di incrementare i rapporti commerciali con l’area latino-americana, visti i suoi elevati tassi di crescita, e illustra i benefici registrati in seguito ai diversi accordi di libero scambio già formulati e quelli derivanti da un abbattimento della burocrazia nel settore economico, su cui sollecita un impegno congiunto. Per la promozione economica in sede europea, Tajani propone anche incontri dei singoli Paesi del sub-continente con l’industria degli Stati membri dell’Unione a Bruxelles.  Rileva inoltre l’importanza dei progressi che l’Unione sta compiendo nella politica spaziale, i cui programmi possono avere notevole impatto anche per l’industria e l’economia dei Paesi del Centro e Sud America. Assicurato infine un impegno europeo per il cambiamento e lo snellimento della politica dei visti. “In questi anni abbiamo recuperato quanto è stato perso con le politiche neoliberiste del passato. L’uscita dalla crisi che abbiamo vissuto è dovuta in particolare alle politiche di sviluppo endogeno che abbiamo adottato – afferma il ministro degli Esteri del Nicaragua, Samuel Santos Lopez, che sottolinea come la crescita dell’economia e dell’interesse nutrito nei confronti del suo Paese vadano conciliati con uno sviluppo sostenibile, sostenibilità cui tende anche una riqualificazione del modello energetico attualmente perseguita. Il ministro degli Esteri del Cile, Alfredo Moreno Charme, sottolinea come molte cose restino ancora da fare nonostante i progressi compiuti, specie quelli relativi alla creazione di nuovi posti di lavoro. “Per fare in modo che questa crescita diventi costante occorrono investimenti nella formazione, nella creatività e nell’innovazione, campi su cui auspichiamo un incremento dei rapporti con l’Italia, specie per la diffusione del modello delle piccole e medie imprese che costituiscono gran parte del vostro tessuto imprenditoriale – afferma Charme, richiamando l’importanza di programmi già adottati per la promozione delle start up e per la collaborazione universitaria. Lotta alla povertà, giustizia sociale e sviluppo gli obiettivi per cui lavora il governo argentino, richiamati dal ministro degli Esteri Hector Timerman, che auspica un rafforzamento dei legami con l’Italia anche per favorire l’accesso dei prodotti argentini al mercato europeo. Timerman sottolinea anche l’importanza della recente visita in Argentina del sottosegretario Giro, occasione per promuovere la collaborazione nei campi della scienza, della cultura e della tecnologia, “settori importanti per la tutela e la promozione dei diritti umani”. Richiama l’importanza dell’emigrazione italiana in Brasile e la necessità di sviluppare, anche attraverso occasioni come questa Conferenza, un rapporto ed uno scambio tra pari su temi specifici il ministro del segretariato generale della presidenza della Repubblica brasiliana, Gilberto Carvalho. “Questa crisi economica ci mostra l’esaurimento di un modello economico basato sul consumismo e la necessità di lavorare insieme per un nuovo modello sociale, che promuova una cultura di pace, una maggior indipendenza dall’autorità e la solidarietà tra i popoli. Noi non vogliamo smettere di crescere – precisa Carvalho – ma vogliamo farlo equamente, promuovendo una redistribuzione del reddito e modalità di produzione e di vita sostenibili a livello ambientale”. “Il nostro ora non è il continente più povero – afferma il ministro degli Esteri del Perù, Eda Adriana Rivas Franchini, - ma è certamente quello in cui persistono le maggiori disuguaglianze”. L’impegno del governo è quindi quello di promuovere uno sviluppo attento all’inclusione sociale e all’ambiente. “Lo sviluppo sostenibile – aggiunge Franchini – non è solo un tema ambientale, ma concettuale, è lo sforzo di articolare una proiezione dei nostri Paesi nel futuro, un esercizio che tutti dovremmo fare”. Ripercorre brevemente lo stato di buona salute economica del proprio Paese anche il vice ministro del governo di Panama Gustavo Perez de la Ossa, mentre ribadisce l’importanza di un coordinamento per la lotta alla criminalità organizzata, tema su cui si sofferma anche il vice ministro degli Esteri dell’Uruguay, Luis Alberto Porto Rizzo, spiegando come si tenti ora di sconfiggere i narcotrafficanti anche con la regolamentazione della vendita di Marijuana da parte dello Stato. “Non è un modello che vogliamo imporre ad altri, ma un tentativo che stiamo mettendo in atto e che vi invitiamo a verificare nei suoi primi risultati, un progetto pilota i cui esiti andranno esaminati con attenzione – afferma Rizzo, affermando poi come la cooperazione sia importante per affrontare insieme i veloci mutamenti che l’economia sta subendo, per lo sviluppo di attività industriali sempre più sofisticate e per far fonte al mutamento di forze e livelli di potere sullo scenario globale. “È giusto ricordare come tutto cambia molto velocemente, così come è avvenuto per la situazione nei nostri Paesi – ha affermato il vice ministro degli Esteri del Costa Rica, Gioconda Ubeda Rivera – e per far fonte a questi cambiamenti è necessario dotarsi di uno spazio di dialogo aperto e adeguato a queste trasformazioni”. Condivisa poi l’intenzione di cominciare da subito la fase preparatoria della VII Conferenza, che dovrà affrontare temi come lo sviluppo delle pmi, la lotta alla disoccupazione giovanile, lo sviluppo delle energie rinnovabili e il valore incontrastato e primario della solidarietà.

Ha rimarcato la particolarità del contesto attuale e il ruolo che in tale contesto può giocare l’Italia per l’area latino-americana e i Caraibi e viceversa anche il segretario generale della Segreteria generale Iberoamericana (Segib), Enrique Iglesias. Egli ha ribadito come il Centro e Sud America abbiano fatto “un salto qualitativo importante” negli ultimi anni, salto che ha comportato per milioni di persone l’uscita dallo stato di povertà e un miglioramento delle condizioni sociali in generale. Molto resta da fare per una riduzione delle disuguaglianze che è “una sfida per tutto mondo – afferma Iglesias. “In questa nuova fase, favorevole ai Paesi emergenti, l’Italia può trarre molto opportunità da questi mercati e l’area Centro e Sud Americana può essere veramente parte della soluzione della crisi economica di Paesi sviluppati come quelli dell’Unione Europea. Allo stesso modo – conclude - essa può offrire tutta la sua esperienza a quest’area, per intervenire su settori particolarmente importanti come la formazione, l’innovazione tecnologica, la ricerca”. Interventi che devono essere declinati su quelle che sono finalità ed obiettivi condivisi e partecipati: sviluppo sostenibile, miglioramento della qualità della vita con tutto ciò che esso comporta in termini di istruzione, cultura, tutela e rafforzamento dei legami solidali tra le persone.

Al termine delle mattinata è stato siglato tra Iila e ministero per lo Sviluppo economico un memorandum di intesa per azioni che consentano lo sviluppo delle pmi italiane e latino-americane nelle due aree, azioni tra cui è prevista la creazione di una piattaforma web che possa incentivare la messa in rete delle competenze delle pmi. (Viviana Pansa – Inform)

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