FARNESINA
Oggi l’apertura della VI Conferenza Italia-America
latina e Caraibi
Il ministro degli Esteri Emma Bonino richiama le
“costanti della politica estera italiana”: “rafforzamento dell’integrazione a
livello europeo, sostegno alle forme d’aggregazione regionale e cooperazione
paritaria e pragmatica sulle sfide comuni”. Nella prima sessione di lavori, sul
ruolo del partenariato per l’uscita dalla crisi, gli interventi dei
rappresentanti di governo di Messico, Nicaragua, Cile, Argentina, Brasile,
Perù, Panama, Uruguay e Costa Rica
ROMA – Si è aperta stamani alla
Farnesina la VI Conferenza Italia-America latina e Caraibi, evento biennale
organizzato dal Mae in collaborazione con l’Istituto Italo-Latino Americano
(Iila) per una riflessione congiunta sulle grandi sfide poste dalla
globalizzazione e il proseguimento di un dialogo che sappia trarre frutto da
esperienze diverse per uno sviluppo più equilibrato e consapevole. Un dialogo
che trova la sua base nell’ormai consolidato legame tra le due aree e che è
divenuto negli anni sempre più un vero e proprio scambio di esperienze utile ad
alimentare l’interesse tra i diversi contesti e la condivisione di conoscenze e
valori, patrimonio comune che le diverse dinamiche economiche devono saper
promuovere.
Ai partecipati alla mattinata di
interventi, presieduta dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro, è giunto
anche un saluto inviato per l’occasione da parte del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha ribadito come l’evento offra l’occasione
per rinnovare gli importanti rapporti tra Italia e area latino-americana. A
tornare sulle “radici secolari” dei rapporti tra i diversi popoli è stata
subito dopo il ministro degli Affari Esteri Emma Bonino, che ha introdotto i
lavori richiamando l’importanza della presenza italiana nel sub-continente
latino-americano, presenza che costituisce anche la ragione per cui il nostro
Paese ha da sempre guardato con attenzione a quest’area, sostenuto i suoi
percorsi di crescita e il legame da rafforzare con la stessa Unione Europea.
“Da 10 anni stiamo camminando insieme verso il futuro, come dichiara lo
slogan delle Conferenze – ha affermato il ministro, riconoscendo lo
“straordinario risveglio economico, culturale e politico” vissuto dall’area
latino-americana negli ultimi 2 decenni, area “divenuta laboratorio di
politiche pubbliche ideate con coraggio per rispondere alle sfide sociali che
la globalizzazione ci impone, ottenendo risultati considerevoli in termini di
riduzione della povertà”. Una crescita “che porta con sé nuove sfide e
responsabilità globali, cui l’America latina sta tentando con coraggio di dare
risposte – prosegue Emma Bonino, indicando come ad esse tendano le aggregazioni
regionali da tempo messe in atto (da ultima l’Alleanza del Pacifico o Celac,
che include i Paesi coinvolti attraverso l’Iila alla Conferenza), sfide “per
loro natura globali per cui occorrono analisi condivise e risposte coordinate”.
Risposte che, nella complessità degli scenari globali, richiedono competenze ma
anche consenso e partecipazione, stimolate dalla stessa Conferenza. “Proprio
nel coinvolgimento a largo spettro delle varie componenti delle nostre società
e nei loro importanti contributi ritengo – afferma Bonino – si possa
individuare il segreto della longevità delle Conferenze Italia-America latina:
dei fora periodici di incontro ad alto livello politico ma allargati alle
imprese e alle componenti della società civile”. Il ministro ha richiamato poi
i temi prioritari al centro dell’agenda di questa due giorni di lavori: in
primis “la crescita economica di qualità, una crescita che sappia tener
conto dell’impatto sulla vita degli individui sulla base di criteri di
inclusività e di sviluppo sostenibile, offrire opportunità dignitose ai
giovani” e che richiede una sempre maggiore integrazione dell’area
latino-americana con quella europea; il tema migratorio, tenendo conto delle
trasformazioni subite dall’immigrazione italiana in Sud America, oggi non più
riconducibile a “scelte di vita, ma a professionalità in costante movimento,
pronte a cogliere le straordinarie opportunità offerte dal vostro continente”,
e del flusso migratorio in ingresso in Italia, su cui viene “assicurata la
massima apertura italiana verso iniziative e proposte che mirino a facilitare
l’ingresso e il soggiorno dei nostri amici latino-americani in Italia”; il
rafforzamento della cooperazione per la lotta alla criminalità organizzata, cui
il nostro Paese concorre già con il Sica (Sistema di integrazione
Centro-americana), cooperazione che ha già dato positivi risultati e ci si
auspica di estendere in altri ambiti indicati nel corso della Conferenza. Il
ministro ricorda dunque come “il rafforzamento dell’integrazione a livello
europeo, il sostegno alle forme d’aggregazione regionale e la cooperazione
paritaria e pragmatica sulle sfide comuni” siano le “costanti della politica
estera italiana” e come America latina e Caraibi siano priorità per il governo
italiano, priorità testimoniata anche dalle frequenti visite istituzionali e
politiche in questi Paesi, che vedranno nei prossimi mesi la stessa Bonino
protagonista. Si tratta di un interesse confermato anche dal sostegno
assicurato all’Iila, “per il cui funzionamento – fa sapere il ministro – sono
stati in questi giorni stanziati 500 mila euro aggiuntivi”. Una buona base di
partenza per l’avvio, già nel 2014, dei lavori preparatori della VII Conferenza
che si svolgerà in coincidenza con Expo 2015, affrontando come quest’ultimo
temi che sono “sfide cruciali per il futuro dell’umanità”: “dalla sicurezza
alimentare allo sviluppo sostenibile, dall’accesso alla nutrizione al
miglioramento della qualità del modo di vivere, anche nella prospettiva –
ricorda il ministro – dell’elaborazione in corso dei nuovi Obiettivi
post-Millennium”.
Si è soffermato sull’impegno e
sul denso percorso preparatorio di questa VI Conferenza il presidente dell’Iila
Miguel Ruiz-Cabañas, intervento di saluto cui è seguita l’apertura della prima
sessione di lavori dedicata al “Rinnovo del dialogo tra Italia-America latina e
Caraibi: un’agenda per uscire dalla crisi attraverso un partenariato allo
sviluppo”, cui hanno assistito, tra gli altri, anche la vice presidente della
Camera dei Deputati, Marina Sereni, e Massimo D’Alema, esponente di spicco
della politica e della sinistra italiana.
“I Paesi dell’America latina e
dei Caraibi hanno conosciuto un grande risveglio economico, sociale e politico
che può essere fonte di ispirazione anche per l’Italia, che sta vivendo oggi il
suo risveglio in modo più difficile e che richiede – ha affermato Giro – il
rinnovo del contratto sociale e un ripensamento delle sue istituzioni”.
Ripensamento che potrebbe dunque trarre profitto dai percorsi intrapresi
dall’altra parte dell’Oceano, specie se pensiamo alla necessità di uno sviluppo
che tenga conto delle istanze sociali, fortemente rivendicate oggi dai
cittadini dell’Unione Europea alle prese con la crisi economica.
A ripercorrere per primo gli
indicatori più interessanti di questi Paesi – costante e rilevante crescita del
Pil, stabilità politica, crescita della classe media e uscita dalla povertà di
molta parte della popolazione – il ministro degli Esteri del Messico, José
Antonio Meade Kuribreña, che ha spiegato come questo processo renda il suo Paese
sempre più attrattivo per le imprese e gli investimenti stranieri. Parte
rilevante è giocata dall’Italia, che ha ancora ampi margini di miglioramento,
sia per quanto riguarda la sua presenza imprenditoriale ed economica che per
quella culturale. Kuribreña propone a questo proposito l’istituzione da parte
dell’Iila di una banca dati sui programmi tecnico-scientifici in particolare
offerti dalle Università e dai centri di ricerca di tutti i Paesi interessati.
Per la Commissione Europea interviene il vice presidente Antonio Tajani, che
evidenzia l’importanza di incrementare i rapporti commerciali con l’area
latino-americana, visti i suoi elevati tassi di crescita, e illustra i benefici
registrati in seguito ai diversi accordi di libero scambio già formulati e quelli
derivanti da un abbattimento della burocrazia nel settore economico, su cui
sollecita un impegno congiunto. Per la promozione economica in sede europea,
Tajani propone anche incontri dei singoli Paesi del sub-continente con
l’industria degli Stati membri dell’Unione a Bruxelles. Rileva inoltre
l’importanza dei progressi che l’Unione sta compiendo nella politica spaziale,
i cui programmi possono avere notevole impatto anche per l’industria e
l’economia dei Paesi del Centro e Sud America. Assicurato infine un impegno
europeo per il cambiamento e lo snellimento della politica dei visti. “In
questi anni abbiamo recuperato quanto è stato perso con le politiche
neoliberiste del passato. L’uscita dalla crisi che abbiamo vissuto è dovuta in
particolare alle politiche di sviluppo endogeno che abbiamo adottato – afferma
il ministro degli Esteri del Nicaragua, Samuel Santos Lopez, che sottolinea
come la crescita dell’economia e dell’interesse nutrito nei confronti del suo
Paese vadano conciliati con uno sviluppo sostenibile, sostenibilità cui tende
anche una riqualificazione del modello energetico attualmente perseguita. Il
ministro degli Esteri del Cile, Alfredo Moreno Charme, sottolinea come molte
cose restino ancora da fare nonostante i progressi compiuti, specie quelli
relativi alla creazione di nuovi posti di lavoro. “Per fare in modo che questa
crescita diventi costante occorrono investimenti nella formazione, nella
creatività e nell’innovazione, campi su cui auspichiamo un incremento dei
rapporti con l’Italia, specie per la diffusione del modello delle piccole e
medie imprese che costituiscono gran parte del vostro tessuto imprenditoriale –
afferma Charme, richiamando l’importanza di programmi già adottati per la
promozione delle start up e per la collaborazione universitaria. Lotta
alla povertà, giustizia sociale e sviluppo gli obiettivi per cui lavora il
governo argentino, richiamati dal ministro degli Esteri Hector Timerman, che
auspica un rafforzamento dei legami con l’Italia anche per favorire l’accesso dei
prodotti argentini al mercato europeo. Timerman sottolinea anche l’importanza
della recente visita in Argentina del sottosegretario Giro, occasione per
promuovere la collaborazione nei campi della scienza, della cultura e della
tecnologia, “settori importanti per la tutela e la promozione dei diritti
umani”. Richiama l’importanza dell’emigrazione italiana in Brasile e la
necessità di sviluppare, anche attraverso occasioni come questa Conferenza, un
rapporto ed uno scambio tra pari su temi specifici il ministro del segretariato
generale della presidenza della Repubblica brasiliana, Gilberto Carvalho.
“Questa crisi economica ci mostra l’esaurimento di un modello economico basato
sul consumismo e la necessità di lavorare insieme per un nuovo modello sociale,
che promuova una cultura di pace, una maggior indipendenza dall’autorità e la
solidarietà tra i popoli. Noi non vogliamo smettere di crescere – precisa
Carvalho – ma vogliamo farlo equamente, promuovendo una redistribuzione del
reddito e modalità di produzione e di vita sostenibili a livello ambientale”.
“Il nostro ora non è il continente più povero – afferma il ministro degli
Esteri del Perù, Eda Adriana Rivas Franchini, - ma è certamente quello in cui
persistono le maggiori disuguaglianze”. L’impegno del governo è quindi quello
di promuovere uno sviluppo attento all’inclusione sociale e all’ambiente. “Lo
sviluppo sostenibile – aggiunge Franchini – non è solo un tema ambientale, ma
concettuale, è lo sforzo di articolare una proiezione dei nostri Paesi nel futuro,
un esercizio che tutti dovremmo fare”. Ripercorre brevemente lo stato di buona
salute economica del proprio Paese anche il vice ministro del governo di Panama
Gustavo Perez de la Ossa, mentre ribadisce l’importanza di un coordinamento per
la lotta alla criminalità organizzata, tema su cui si sofferma anche il vice
ministro degli Esteri dell’Uruguay, Luis Alberto Porto Rizzo, spiegando come si
tenti ora di sconfiggere i narcotrafficanti anche con la regolamentazione della
vendita di Marijuana da parte dello Stato. “Non è un modello che vogliamo
imporre ad altri, ma un tentativo che stiamo mettendo in atto e che vi
invitiamo a verificare nei suoi primi risultati, un progetto pilota i cui esiti
andranno esaminati con attenzione – afferma Rizzo, affermando poi come la
cooperazione sia importante per affrontare insieme i veloci mutamenti che
l’economia sta subendo, per lo sviluppo di attività industriali sempre più
sofisticate e per far fonte al mutamento di forze e livelli di potere sullo
scenario globale. “È giusto ricordare come tutto cambia molto velocemente, così
come è avvenuto per la situazione nei nostri Paesi – ha affermato il vice
ministro degli Esteri del Costa Rica, Gioconda Ubeda Rivera – e per far fonte a
questi cambiamenti è necessario dotarsi di uno spazio di dialogo aperto e
adeguato a queste trasformazioni”. Condivisa poi l’intenzione di cominciare da
subito la fase preparatoria della VII Conferenza, che dovrà affrontare temi
come lo sviluppo delle pmi, la lotta alla disoccupazione giovanile, lo sviluppo
delle energie rinnovabili e il valore incontrastato e primario della
solidarietà.
Ha rimarcato la particolarità del
contesto attuale e il ruolo che in tale contesto può giocare l’Italia per
l’area latino-americana e i Caraibi e viceversa anche il segretario generale
della Segreteria generale Iberoamericana (Segib), Enrique Iglesias. Egli ha
ribadito come il Centro e Sud America abbiano fatto “un salto qualitativo
importante” negli ultimi anni, salto che ha comportato per milioni di persone l’uscita
dallo stato di povertà e un miglioramento delle condizioni sociali in generale.
Molto resta da fare per una riduzione delle disuguaglianze che è “una sfida per
tutto mondo – afferma Iglesias. “In questa nuova fase, favorevole ai Paesi emergenti,
l’Italia può trarre molto opportunità da questi mercati e l’area Centro e Sud
Americana può essere veramente parte della soluzione della crisi economica di
Paesi sviluppati come quelli dell’Unione Europea. Allo stesso modo – conclude -
essa può offrire tutta la sua esperienza a quest’area, per intervenire su
settori particolarmente importanti come la formazione, l’innovazione
tecnologica, la ricerca”. Interventi che devono essere declinati su quelle che
sono finalità ed obiettivi condivisi e partecipati: sviluppo sostenibile,
miglioramento della qualità della vita con tutto ciò che esso comporta in
termini di istruzione, cultura, tutela e rafforzamento dei legami solidali tra
le persone.
Al termine delle mattinata è
stato siglato tra Iila e ministero per lo Sviluppo economico un memorandum di
intesa per azioni che consentano lo sviluppo delle pmi italiane e
latino-americane nelle due aree, azioni tra cui è prevista la creazione di una
piattaforma web che possa incentivare la messa in rete delle competenze delle
pmi. (Viviana Pansa – Inform)
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