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mercoledì 18 dicembre 2013

SENATO DELLA REPUBBLICA - L’audizione del sottosegretario agli Esteri Mario Giro


SENATO DELLA REPUBBLICA
Riunione congiunta della VII Commissione e del Comitato per le questioni degli italiani all’estero
L’audizione del sottosegretario agli Esteri Mario Giro
La seduta si è svolta nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo
“Gli italiani non hanno la consapevolezza della potenzialità della lingua e della cultura italiana nel mondo, né di quanto siano apprezzate all’estero”

ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, si è svolta al Senato , davanti alla Commissione Istruzione Pubblica e Beni Culturali e al Comitato per le questioni degli italiani all’estero, l’audizione del sottosegretario agli Esteri Mario Giro.  La seduta è stata aperta dal presidente del Comitato per gli italiani all’estero Claudio Micheloni che ha ipotizzato la creazione, al posto delle tante e diverse istituzioni odierne, di uno strumento unico volto a difendere e diffondere la cultura italiana nel mondo. A tal riguardo il deputato del Pd, eletto nella ripartizione Europa, ha auspicato la presentazione da parte del Governo, di proposte che consentano all’Italia di non temere il confronto con gli altri paesi europei.
Ha poi preso la parola il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, con delega alla diffusione della Cultura e della Lingua Italiana all’estero,  che ha sottolineato come, nonostante tutte le difficoltà, l’Italia, grazie alla lingua e alla cultura, continui a diffondere la propria immagine all’estero. Il sottosegretario, dopo aver evidenziato che gli italiani in patria  non hanno la consapevolezza della potenzialità della lingua e della cultura italiana nel mondo né del loro grado di apprezzamento, ha ricordato l’eccessiva articolazione e frammentazione del nostro sistema di promozione culturale fuori dai confini nazionali dove operano gli istituti di cultura, gli enti gestori, le scuole italiane all’estero, le sezioni di italiano presso le scuole europee, i comitati della Società Dante Alighieri e i Lettori . “Non deve però essere ignorato- ha continuato Giro - che l’italiano è, a seconda degli anni, al quarto o al quinto posto tra le lingue più studiate al mondo e, diversamente da quanto avviene per altri idiomi la cui conoscenza è spesso richiesta per motivazioni economiche, viene studiato per ragioni culturali”. Il sottosegretario ha anche segnalato come gli Istituti di Cultura, che ricevono dallo Stato italiano solo 12 milioni di euro all’anno, siano in grado di finanziarsi grazie ai numerosi corsi di lingua italiana. Corsi che sono frequentati non solo da discendenti dei nostri connazionali ma anche da stranieri interessati alla nostra lingua e che spesso poi sono divenuti personaggi di successo. “Gente che ama l’Italia, – precisa Giro auspicando la realizzazione di un libro che elenchi gli ex allievi dei nostri corsi di lingua all’estero - come ad esempio Papa Bergoglio che imparò di nuovo l’italiano nell’Istituto di Cultura di Cordoba, che formano una potenziale rete di ambasciatori della nostra lingua e cultura nel mondo. Il prossimo 29 gennaio voglio organizzare un evento sulla lingua qui a Roma con dei testimonial che spiegheranno quanto sia stato importante nella loro esperienza la scoperta della lingua italiana all’estero”. Da Giro è stata poi ricordata sia la necessità di creare sinergie nel settore del turismo, grande successo ebbe in proposito l’Anno dell’Italia in Russia, sia la rilevanza delle risorse a disposizione degli altri Stati nell’ambito della promozione culturale, come ad esempio la Gran Bretagna che stanzia ogni anno 800 milioni di euro per il Bristish Council e la Spagna che destina 97 milioni di euro all’Istituto Cervantes. Il sottosegretario ha poi rilevato  come si continui a registrare un costante aumento degli studenti stranieri paganti che intendono frequentare le Università in Italia. Di questi circa 60 mila sono studenti extra Unione Europea, provenienti in maggioranza dagli Usa, che muovono un indotto economico di circa 645 milioni di euro.
Giro ha inoltre sottolineato come nonostante la spending review e le sue fragilità la nostra rete all’estero, con 89 Istituti di cultura,  140 istituzioni scolastiche, numerosi enti gestori e quasi 400  Comitati della dante Alighieri,  copra complessivamente 250 città nel mondo con un costo medio per ogni agglomerato urbano  di 42.000 euro. Sui corsi di italiano promossi dagli enti gestori, il sottosegretario ha poi  precisato come queste iniziative didattiche, molto frequentate anche dai non italo discendenti, potranno beneficiare nel 2014 di contributi per quasi 11 milioni di euro.  Da Giro è stata anche segnalata una riduzione del bilancio complessivo per la promozione della cultura e della lingua italiana all’estero che è passato dai 195 milioni di euro del 2008 ai 152 milioni del 2013. Una costante decurtazione che si riscontra anche negli organici degli addetti alla promozione culturale (Apc)  che attualmente raggiungono il numero di 140.  
“I tagli di spesa che hanno riguardato le otto scuole italiane all’estero, - ha poi precisato il sottosegretario - sono stati compiuti perché  questi istituti sono in tutto e per tutto scuole statali italiane, con personale proveniente dall’Italia. Anche i lettori di italiano all’estero hanno subito riduzioni di risorse, con la conseguenza che in Paraguay si è perso l’unico lettore e punto di riferimento per l’insegnamento dell’italiano nel Paese. Giro ha inoltre manifestato la sua perplessità sull’abolizione della Commissione per la promozione della cultura e della lingua italiana. Una struttura a costo zero,  che si sta cercando di riattivare almeno come “cabina di regia”. Il sottosegretario ha infine ricordato sia l’importanza del nostro cinema per la diffusione della lingua italiana nel mondo, sia gli appuntamenti con l’Anno della cultura italiana in Israele, previsto nel 2014, e con l’anno della cultura italiana in America Latina, che si terrà nel 2015.     
Dal canto suo la senatrice Stefania Giannini, di Scelta Civica con Monti (SCMpI), ha osservato come la diffusione della lingua italiana rappresenti una potenza culturale di cui purtroppo l’Italia appare inconsapevole. Dopo essersi soffermata sui dati quantitativi che sono a suo avviso imprescindibili per comprendere gli strumenti a disposizione, la senatrice ha espresso apprezzamento per l’iniziativa proposta dal sottosegretario Giro di raccogliere i nomi di coloro che apprendono la lingua italiana e che possono fungere da testimonial.
Dalla Giannini è stata auspicata, oltre alla creazione di un’Agenzia per l’internazionalizzazione del Paese sul modello tedesco che disponga di risorse adeguate,  una revisione complessiva o parziale della legislazione sulla materia in discussione. Aggiustamenti normativi che potrebbero essere sia volti all’introduzione di una maggiore flessibilità, con ad esempio una ricollocazione degli Istituti di cultura in Europa a copertura di aree territoriali anziché presso le singole capitali, sia all’introduzione di modalità diverse di selezione e formazione rispetto all’attuale tecnica utilizzata per i lettori, che ha comunque costi elevati.
E’ poi intervenuta  Maria Mussini del Movimento 5 Stelle che ha rilevato come da una parte si continui ad enfatizzare l’importanza della promozione della lingua italiana all’estero e, dall’altro, si riducano progressivamente le risorse disponibili. Dopo aver evidenziato che l’apprendimento dell’italiano non ha conosciuto flessioni negative neanche in Paesi come la Grecia in situazione di grave crisi economica, la senatrice ha segnalato come dal 2008 al 2012 si sia registrata una riduzione di risorse pubbliche di circa l’81% sulla cultura e dell’80% sulla scuola. La Giannini ha anche ricordato come le scuole italiane all’estero siano considerate di alto livello grazie alla loro tradizione formativa “che costituisce un’enorme risorsa”.  
Dalla senatrice del Pd Francesca Puglisi è stato invece posta in risalto l’utilità dei docenti qualificati che, in adeguato numero, potrebbero rendere il sistema delle scuole all’estero efficiente, efficace e sostenibile. Un contributo didattico,quello dei docenti, a cui, per la senatrice del Pd, va comunque assicurato un alto standard di qualità, anche per il fatto che le scuole e gli istituti italiani all’estero sono oggi frequentati da persone con un elevato titolo di studio, che ambiscono a rientrare in Italia con una preparazione adeguata, anche per i propri figli. La Puglisi, nel rilevare come la presenza italiana all’estero sia stata negli ultimi anni mortificata  proprio a partire dagli insegnanti, ha infine auspicato una riforma che salvaguardi in primo luogo la qualità del sistema.
Dopo l’intervento  del presidente della VII Commissione Andrea Marcucci, che ha espresso rammarico per le annunciate chiusure di Istituti di cultura nel mondo ed ha chiesto al Governo una valutazione  approfondita sulla questione, il presidente del Comitato per gli italiani all’estero Claudio Micheloni ha sollecitato una  riflessione su un nuovo modello che consenta anzitutto di mantenere in questo settore l’esistente e che metta le basi per l’istituzione di un sistema innovativo. “ Per fare questo lavoro in profondità – ha spiegato Micheloni – bisogna camminare su due binari: la prima missione è quella di non far scomparire, viste le poche risorse a disposizione, quanto di buono è stato fatto, il secondo binario va verso la costruzione di qualcosa che ha poco a vedere con quello che abbiamo oggi. Vorrei sapere – ha concluso il senatore del Pd - se il Governo è disponibile ad una riflessione seria in proposito ”.
In sede di replica il sottosegretario Giro, dopo aver sottolineato che la questione degli insegnanti appare senz’altro centrale, ha puntualizzato come  comunque i docenti all’estero dipendano dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e non dal dicastero degli esteri. Dal sottosegretario è stata inoltre evidenziata l’esigenza di elaborare una politica culturale per gli italodiscendenti, sono circa 80 milioni nel mondo, e di far conoscere all’opinione pubblica italiana l’ottimo lavoro svolto dai nostri Istituti di Cultura all’estero, Una rete , quella degli IIC,  che, secondo il sottosegretario va ripènsata in quanto risente, per ciò che concerne la presenza nei vari paesi, di  scelte ormai anacronistiche essendo state le allocazioni delle sedi stabilite nei lontani anni venti, con il risultato paradossale di avere sette istituti in Germania e nessuno in India. Da Giro è stata poi posta in evidenza la necessità sia di una riforma,  che superi anche il problema della divisione delle competenze tra Affari esteri, Istruzione e Beni culturali, sia dell’istituzione di una “cabina di regia” in cui siano trattati anche gli aspetti comuni al turismo, tenendo però fuori le questioni connesse all’internazionalizzazione delle imprese. Giro ha infine segnalato l’adozione di alcune modifiche normative che consentono  ai direttori degli Istituti di Cultura, a differenza di quanto è avvenuto finora, di operare in più Paesi, creando di fatto una distribuzione delle competenze degli Istituti per aree. Tra le novità introdotte anche la possibilità di inviare personale APC  nelle zone dove non sono presenti Istituti di Cultura. (Inform)

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