ASSOCIAZIONI
Sicilia Mondo e
l’istituzione di un Osservatorio sulla fuga delle nuove generazioni verso paesi
più promettenti
CATANIA - Sicilia Mondo ha segnalato ai presidenti delle Associazioni aderenti ed ai corrispondenti la richiesta al Governo di istituire un Osservatorio sulla fuga delle nuove generazioni verso paesi più promettenti. L’Assemblea plenaria del CGIE - spiega il presidente Domenico Azzia - nella sessione autunnale di fine novembre ha approvato e fatto proprio l’ordine del giorno da me presentato a nome dell’UNAIE, di impegnare il Governo e il ministero degli Affari Esteri a istituire un Osservatorio sulla fuga delle nuove generazioni verso paesi più promettenti per ragioni di studio, perfezionamento o per lavoro, con il compito “di informare, orientare, dare indirizzi sulle nuove opportunità di studio e di lavoro, sulle leggi e consuetudini delle società di accoglimento, assicurando ai giovani il sostegno e il supporto dello Stato tramite la sensibilizzazione della rete consolare, degli Istituti Italiani di Cultura, degli Enti ed Organizzazioni per il Commercio Estero, dell’imprenditoria italiana all’estero e dell’associazionismo italiano all’estero” .
Sull’Osservatorio, anche Sicilia Mondo farà la sua parte con alcune iniziative in corso di elaborazione. In questa direzione, ha già avanzato analoga richiesta all’assessore della Regione Siciliana per la Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro.
Ai presidenti delle Associazioni aderenti a Sicilia Mondo, Azzia rende nota la sintesi delle motivazioni da lui esposte in Assemblea, a sostegno dell’Osservatorio:
“La crisi economica del Paese e le difficoltà di accesso al lavoro, spingono le nuove generazioni a lasciare l’Italia verso paesi più promettenti, per costruire un futuro migliore. La globalizzazione ha sdoganato la comunicazione consentendo ai giovani di navigare e comunicare tra di loro tramite skype o facebook, eliminando ogni distanza, avendo scoperto di essere più simili di quanto non si pensi. Sono giovani, studenti, neo laureati, operai specializzati e adulti che partono con la prospettiva di inserimento nel mondo lavorativo ed universitario, scientifico e culturale. Alcuni con la prospettiva del rientro. Per l’Istat sono oltre 60.000 gli espatriati nel 2011 ed oltre 70.000 per il 2012, senza contare i trasferimenti in espansione con il solo obiettivo di perfezionamento, con la previsione del ritorno.
Fuori, chi conosce la lingua e possiede una professionalità, trova lavoro. Gli altri sono costretti ad adattarsi in lavori più umili. In attesa di meglio, imparano la lingua. Invero, molti giovani all’estero si sono realizzati dimostrando il loro talento. Questo fenomeno non può passare inosservato alle Istituzioni, agli operatori sociali ed alla stessa società italiana, anche perché non mancano le difficoltà nelle società di arrivo relativamente all’adattamento, al lavoro, all’alloggio, spesso alla solitudine. Di positivo solo la simpatia che riescono a portare come italiani.
Chiedo, pertanto, all’Assemblea di approvare e fare proprio questo Ordine del giorno, in considerazione che l’esame del fenomeno rientra nelle finalità del CGIE al quale la legge istitutiva 368/89 affida il compito di monitorare, cogliere e rappresentare le realtà italiane nel mondo per veicolare indirizzi, proposte e soluzioni agli organi legislativi del Paese”. (Inform)
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