ASSEMBLEA
PLENARIA CGIE
Documento di valutazione degli incontri
istituzionali
Il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, nel corso della sua Assemblea Plenaria, ha valutato gli esiti del confronto con i rappresentanti delle istituzioni parlamentari e del Governo, avvenuto nei giorni 25, 26 e 27 novembre.
Il CGIE prima di tutto sente il dovere di ringraziare i Presidenti del Senato, Sen. Pietro Grasso, e della Camera, On. Laura Boldrini, per averne accolto la richiesta, e con loro, i Presidenti dei Comitati per gli Italiani nel Mondo, che si sono adoperati per realizzare l’incontro, nonché tutti i parlamentari che ad essi hanno partecipato. Un apprezzamento sincero il CGIE esprime per il fatto che il confronto sia avvenuto nella chiarezza delle posizioni e scevro da rituali retorici ai quali troppo spesso si ricorre quando si parla di italiani all’estero. Il CGIE auspica che questa impostazione sia mantenuta per il futuro.
Riguardo agli esiti degli incontri, il CGIE osserva:
1. Alla Camera, da alcuni esponenti di commissioni e gruppi parlamentari è venuto un impegno significativo sul piano del metodo, vale a dire quello di fare in modo che vi sia nelle sedi istituzionali un confronto di merito con il CGIE sulle riforme costituzionali, prima che siano assunte decisioni definitive. Il CGIE chiede che questo impegno sia confermato dai Presidenti delle Commissioni di entrambi i rami del Parlamento incaricate dell’esame e della definizione delle norme di riforma.
2. Nell'incontro al Senato è stata autorevolmente richiamata l'esigenza di procedere al più presto alla riforma del voto per corrispondenza per rafforzarne le prerogative costituzionali di segretezza e personalità, e collegarlo più strettamente ad una consapevole partecipazione al voto. Il CGIE, ricordando le sue numerose sollecitazioni in questo senso, ribadisce il suo pieno accordo e chiede che al più presto i disegni di legge su questo tema siano calendarizzati nelle sedi parlamentari.
3. Il CGIE conferma la sua viva preoccupazione in ordine all’ipotesi, che nell’interlocuzione con i rappresentanti del Senato ha trovato chiara conferma, della presenza degli eletti all’estero nella sola Camera delle Autonomie, in caso di riforma monocamerale del Parlamento. Il Consiglio Generale considera le forme della rappresentanza una conseguenza dei diritti di piena cittadinanza degli italiani all’estero. Il CGIE ricorda che per il concreto riconoscimento di questo principio e per assicurare l’effettività del diritto di voto, poco più di dieci anni fa, il Parlamento ha inteso modificare la Costituzione italiana. Nessuna soluzione inerente la rappresentanza può essere avanzata sacrificando la cittadinanza degli italiani all’estero e il principio di parità tra i cittadini, cardine della Carta Costituzionale. L’esclusione dalla Camera che ha il potere di costituire il Governo e di votare le leggi fondamentali dello Stato sarebbe un dimezzamento di cittadinanza. Per il CGIE la rappresentanza degli italiani all’estero si è storicamente strutturata in tre livelli e tale deve rimanere per dare una voce diretta alle comunità, per consentire un coordinamento a livello nazionale e continentale, per dialogare con tutte le Istituzioni dello Stato. Il CGIE si rivolge al Presidente della Repubblica, custode della Costituzione, ai Presidenti delle due Camere, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari Affari Costituzionali ed Esteri affinché sia evitata una lesione così grave del diritto fondamentale di cittadinanza.
4. Il CGIE, con rammarico, deve dichiarare che il confronto con il Governo è rimasto al di sotto delle aspettative. La relazione del Governo, infatti, si è mantenuta nell’ambito della consueta ricognizione amministrativa delle problematiche esistenti, non cogliendo la richiesta di un’assunzione di responsabilità politica adeguata alla gravità della transizione in atto. Il CGIE si rivolge direttamente al Presidente del Consiglio, affinché voglia considerare l’opportunità di manifestare con chiarezza l’orientamento del Governo sul ruolo della comunità italiana all’estero nelle azioni di rilancio del Sistema Italia nel mondo. Allo stesso tempo, chiede di sapere quale sia la posizione del Governo in ordine ai diritti di cittadinanza e alle istanze di rappresentanza degli italiani all’estero.
5. L’offerta di un’attiva partecipazione delle comunità italiane all’estero ai processi di internazionalizzazione del Paese non ha avuto una risposta concreta. Il CGIE, ispirato da un sentimento di tenace legame con l’Italia e mosso dalla sua responsabilità istituzionale, esorta i responsabili di Governo a non perdere altro tempo nel coinvolgere direttamente le comunità nei programmi di internazionalizzazione del Paese. Per questo chiede al Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Zanonato, un incontro, perché si possa discutere concretamente l’ipotesi di un più diretto coinvolgimento delle comunità italiane all’estero, con più fruttuose ricadute per l’Italia.
Il CGIE infine, deve manifestare assoluta contrarietà alle ormai periodiche decisioni di chiusura di sedi consolari e oramai anche di istituti di cultura. Si sta profondamente intaccando la rete dei servizi da assicurare ai cittadini all’estero e, con essa, la possibilità di attiva interlocuzione con le autorità di aree di vitale interesse per l’Italia.
Il CGIE non può avallare alcun’altra chiusura, senza prioritariamente sapere quale sia in concreto la rete dei servizi assicurati alle comunità e avere avuto precise garanzie sulla distribuzione ed efficienza dei servizi alternativi. (Inform)
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