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lunedì 2 dicembre 2013

Gli Odg approvati e una mozione sulle modalità di voto per il rinnovo dei Comites

ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Ultima giornata di lavori alla Farnesina

Gli Odg approvati e una mozione sulle modalità di voto per il rinnovo dei Comites

Al segretario generale, Elio Carozza, viene affidato un mandato utile ad indicare al Parlamento alcune disponibilità richieste al Mae sullo schema di regolamento di voto per il rinnovo dei Comites: aumentare l’allestimento dei seggi con il ricorso al volontariato, voto entro il 2014, controllo del sistema di voto elettronico e piano alternativo in caso di problematiche o blocco del sistema

ROMA – Diversi gli Ordini del giorno approvati al termine dell’assemblea plenaria del Cgie che si è conclusa venerdì scorso alla Farnesina, riguardanti le principali questioni discusse nel corso del lavori e dibattute anche negli incontri svolti a Camera e Senato.

Promosso da numerosi consiglieri un Odg sulle nuove mobilità, cui è stato associato un Odg formulato sullo stesso argomento da Domenico Azzia, presidente dell’associazione Sicilia Mondo.

L’Odg, approvato all’unanimità, impegna il Cgie a richiedere a Governo e Parlamento iniziative di attenzione al fenomeno delle nuove mobilità utili a porre in essere azioni di orientamento e assistenza a coloro che lasciano l’Italia, anche attraverso l’adozione di programma transnazionali, azioni per incoraggiare il rientro degli emigrati ed una più ampia riflessione su tutti gli aspetti legati a questi nuovi flussi – come l’assistenza previdenziale, argomento che richiede anche la stipula di nuovi accordi bilaterali tra Paesi. Associata a queste la proposta contenuta nell’Odg di Azzia che “impegna governo e Mae a valutare la richiesta del Cgie di istituire un osservatorio sul fenomeno delle nuove mobilità con il compito di informare, orientare, dare indirizzi sulle nuove opportunità di studio e di lavoro, sulle leggi e consuetudini delle società di accoglimento, assicurando ai nuovi migranti il sostegno e il supporto dello Stato tramite la sensibilizzazione della rete consolare, degli IIC, di enti e organizzazioni per il commercio estero, delle forze associative dell’imprenditoria italiana all’estero e dell’associazionismo italiano all’estero”.

Due gli Odg proposti dalla Commissione Sicurezza e Tutela Sociale e approvati all’unanimità: il primo chiede che il Cdp rappresenti a Camera e Senato la necessità che venga approvata insieme alla legge di Stabilità anche la sanatoria sugli indebiti pensionistici già richiesta da Fabio Porta, deputato eletto nella ripartizione America meridionale, con un’apposita proposta di legge (vedi anche: http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/05/proposta-di-legge-di-fabio-porta-pd.html); il secondo chiede di sollecitare l’Inps all’invio ai pensionati cui vengono richiesti tali indebiti di tutta la documentazione utile a identificare in quale modo sia maturato l’indebito, come si procede al pagamento e con l’indicazione anche del cambio di valuta applicato.

Approvato – con 5 astensioni – anche l’Odg presentato da Primo Siena che chiede al Cdp di adoperarsi affinché possa essere assicurata la salvaguardia della sede centrale romana della Società Dante Alighieri, e approvato all’unanimità l’Odg – presentato da Carlo Consiglio e sottoscritto tra gli altri anche dal segretario generale Elio Carozza, - che esprime la “solidarietà più sentita ai connazionali oggetto della truffa a loro danno” verificatasi a Zurigo da un rappresentante di un ente di patronato, ribadita inoltre “l’importanza del ruolo, spesso di frontiera, dei patronati che operano fuori dall’Italia”.

Respinto invece l’Odg presentato da Walter Della Nebbia a proposito del voto per il rinnovo dei Comites, in cui veniva sollecitata la richiesta di un parere pro veritate all’avvocatura dello Stato in particolare sulla modalità di voto elettronico indicata nello schema di regolamento proposto, richiamando i possibili effetti di tale modalità che, oltre ad incidere sulla partecipazione, potrebbe comportare in alcuni casi – veniva rilevato nell’Odg - anche un costo economico non indifferente per il viaggio necessario al ritiro delle credenziali presso i consolati o al voto in modalità elettronica presso questi ultimi.

Considerato il fatto che anche il Cgie è chiamato ad esprimersi sullo schema di regolamento sopra richiamato, è parso più opportuno in questa fase al segretario Carozza chiedere ai consiglieri un mandato per sollecitare alcune richieste di modifica di tale regolamento, ora sottoposto al parare del Consiglio dei Ministri e al Consiglio di Stato, per poi passare al vaglio di Camera e Senato. Proprio in vista di questo parere richiesto al Parlamento, il segretario generale chiede ai consiglieri – e ottiene - di convenire su alcuni punti non derogabili di cui egli si farà portavoce in tale sede: la necessità che il rinnovo abbia effettivamente luogo entro il 2014; l’allestimento di un numero di seggi che sia il più ampio possibile, prendendo in considerazione il numero di quelli istituiti nel corso dell’ultima elezione (nel 1997) e richiedendo un calcolo dei costi nel caso di modalità di voto solamente elettronica o cartacea; l’apertura al voto elettronico, ma compatibilmente con il più alto numero di seggi tale da consentire la più ampia partecipazione al voto; la previsione di un organismo esterno al Mae che verifichi (a tutela del Mae – rileva Carozza) che tale modalità di voto rispetti i vincoli costituzionali, in primis personalità e segretezza; un piano alternativo nel caso di blocco o problemi al sistema elettronico. Per consentire l’allestimento del maggior numero di seggi possibili, il segretario generale assicura che Cgie, Comites e associazioni si impegneranno a collaborare e assicurare personale volontario e l’allestimento di seggi in luoghi idonei e possibilmente a costo zero. “Se non vi sarà la disponibilità a venirci incontro su questi punti – afferma Carozza – chiederò al Parlamento di dare parere negativo allo schema di regolamento”.

Concorda sull’opportunità di intervenire presso il Parlamento il direttore generale per gli Italiani all’estero del Mae, Cristina Ravaglia, che segnala anche come “lo svolgimento delle operazioni di voto elettronico potrebbero essere facilitate rendendo più soffice la previsione che per la distribuzione del pin debbano essere osservate le norme generali di personalità e sicurezza” e garantisce in ogni lo svolgimento delle elezioni entro il 2014. “Per il piano alternativo assicuriamo la nostra disponibilità, non attraverso una modifica dello schema di regolamento che a questo punto, per ragioni di tempo – chiarisce Ravaglia, – non sarebbe più possibile, a fare del nostro meglio per trovare soluzioni per via operativa che consentano di risolvere eventuali problematiche che dovessero sorgere”.

Da segnalare anche, nel corso di quest’ultima mattinata di lavori, l’approvazione all’unanimità di un documento di valutazione degli incontri istituzionali avuti alla Camera e al Senato. In esso si ribadisce la richiesta ai presidenti della Commissioni Affari costituzionali di entrambe le Camere di procedere all’incontro assicurato con il Cgie in tema di riforma costituzionale e di procedere alla calendarizzazione dei disegni di legge utili alla messa in sicurezza del voto per corrispondenza. Si esprime inoltre viva preoccupazione per l’ipotesi di limitare la rappresentanza del collegio Estero alla sola Camera delle Autonomie, chiedendo che “non siano lesi i fondamentali diritti di cittadinanza degli italiani all’estero”. Rilevando come il confronto con il Governo “sia rimasto al di sotto delle aspettative”, il Cgie si rivolge al presidente del Consiglio per sapere il suo orientamento sul ruolo delle collettività nel rilancio del Paese, nonché la posizione del Governo in ordine ai diritti di cittadinanza e alle istanze di rappresentanza degli italiani all’estero. Viene infine richiesto un incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, sul ruolo delle collettività per l’internazionalizzazione del Paese, mentre si esprime “contrarietà assoluta alle ormai periodiche decisioni di chiusura di sedi consolari e ora anche degli Istituti Italiani di Cultura”, domandando “quali sono i servizi assicurati alle collettività” e di garantire l’efficienza dei servizi sostituivi prima di procedere alle chiusure. (V. P. - Inform)

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