RICONOSCIMENTI
Presentata a Roma la prima
edizione
Premio “A Life
for Faith” al sindaco e ai cittadini di Lampedusa
ROMA - Presentata a Roma, in Campidoglio, la prima edizione del Premio
istituito dalla Fondazione “A Life for Faith” in nome di Giuseppe De Carli, il
giornalista e saggista per anni a capo della struttura Rai Vaticano, scomparso
nel 2010. La Fondazione si propone di premiare ogni anno una personalità che,
attraverso le sue azioni, abbia reso testimonianza concreta della costante
ricerca del bene, del dialogo tra le genti, del rispetto reciproco, della
centralità della persona umana.
Quest’anno la scelta è caduta sul sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini,
in rappresentanza dell’intera comunità isolana, a testimonianza dell’altruismo
e della generosità mostrati verso i più deboli. A ricevere il premio dalle mani
del sindaco di Roma Ignazio Marino è stato Damiano Sferlazzo, vicesindaco di
Lampedusa.
La Fondazione “A Life for Faith” assegnerà al sindaco Giusi
Nicolini anche una borsa di studio che sarà poi attribuita a un giovane
dell’isola.
“L’Europa si deve accorgere di Lampedusa, che il presidente del
Consiglio Letta, durante il semestre di Presidenza italiana, porrà come
priorità agli altri Paesi dell’Unione”. Così si è espresso il sindaco di Roma
Marino, a margine della presentazione del Premio. “L’Ue - ha proseguito Marino
- deve distribuire equamente il peso dell’accoglienza che deve essere
considerato come un investimento sul futuro del nostro continente”.
“L’immigrazione è nei fatti una delle sfide principali che il continente
europeo si trova ad affrontare in questo nostro secolo e certamente i numeri ci
dicono l’inadeguatezza degli strumenti che abbiamo”. E ha precisato “il sistema
del Ministero dell’ Interno mette a disposizione per i rifugiati e i
richiedenti asilo 250 posti nella città di Roma, ma al momento abbiamo circa
6.000 richieste e un transito annuale di circa 30.000 persone”. Tutto questo
“ci dice che gli strumenti che abbiamo non sono adeguati. Evidentemente
l’Italia, solo per il fatto di essere il Paese più prossimo al continente
africano, non può assumersi da sola l’onere di risolvere un problema che è un
problema dell’Europa e del nostro tempo”, ha concluso Marino.(Inform)
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