ITALIANI ALL’ESTERO
Dino Nardi (Cgie- Uim) sulla mappatura Mae delle
associazioni italiane all’estero
ROMA – Dino Nardi, coordinatore Uim Europa e membro
Cgie, segnala le proteste delle associazioni italiane all’estero, e di alcuni
Comites che se ne sono fatti portavoce, per la richiesta tramite lettera, da parte
degli uffici consolari di riferimento, di tutta una serie di informazioni, tra
cui l’ammontare del capitale sociale e l’elenco nominativo dei soci, allo scopo
di aggiornare la mappatura delle associazioni operanti nelle rispettive
circoscrizioni consolari anche in previsione del prossimo rinnovo del Consiglio
Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) in cui una rappresentanza
dell’associazionismo italiano avrà, per legge, un ruolo di elettorato attivo.
Una richiesta, quella degli uffici consolari, che fa seguito alla Circolare n.
2 dello scorso 9 ottobre della direzione generale del Mae per gli Italiani
all’Estero e le Politiche Migratorie (DGIEPM).
“Sia la Circolare della DGIEPM, che la conseguente lettera
della rete consolare, - ricorda Nardi - sono state oggetto di richieste di
chiarimenti e di contestazioni nella recente assemblea plenaria del Cgie
tenutasi alla Farnesina. Soprattutto perché alcune delle richieste come, per
esempio, quella di fornire l’elenco nominativo dei soci, cozza sicuramente
contro la “privacy”, una norma ormai applicata molto rigidamente in tanti Paesi
di emigrazione”.
Nardi, pur ritenendo utile l’aggiornamento dello schedario
delle associazioni italiane nel mondo considera però, come già evidenziato nel
Consiglio Generale, “esagerato il metodo individuato per il riconoscimento di
una associazione rispetto all’obiettivo da raggiungere”. Alla luce di queste
considerazioni viene quindi chiesta una nuova stesura delle circolare, che
tenga conto dei rilievi mossi, oppure, in subordine, di accettare comunque la
registrazione di tutte quelle associazioni che, per motivi di privacy, non
abbiano fornito o non fornissero l’elenco nominativo dei loro soci. “D’altra
parte – conclude Nardi - l’esperienza all’interno dell’associazionismo italiano
e delle istituzioni di rappresentanza della comunità italiana (Comites e Cgie)
ci insegna che sia gli Uffici consolari che i rispettivi Comites conoscono
benissimo quali sono le associazioni serie ed attive sul territorio e quelle
così dette monoparentali o esistenti solo sulla carta”. (Inform)
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