Per il reindirizzamento cliccate link to example

martedì 5 novembre 2013

Elezioni New York. De Blasio senza tante sorprese

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da “America Oggi”

Elezioni New York. De Blasio senza tante sorprese

NEW YORK - La Grande Mela si appresta a voltare pagina. I cittadini della più grande città d'America stanno per certificare la fine di un'era, quella del regno incontrastato di Michael Bloomberg. E stanno per dare il via a un nuovo inizio, incoronando primo cittadino l'italo-americano Bill de Blasio: il candidato che per storia personale e convinzioni è apparso il più distante dal miliardario sindaco che ha governato per dodici anni di fila. Più distante e, inevitabilmente, più temuto da Wall Street.

Anche gli ultimissimi sondaggi non lasciano scampo al repubblicano Joe Lotha, staccato di almeno 45 punti dal rivale democratico che - insieme ai membri della sua famiglia afroamericana - è riuscito a conquistare il cuore dei newyorkesi. Di tutti i newyorchesi: da Brooklyn - il suo quartiere - al Queens, passando per il Bronx.

Del resto la sua promessa in campagna elettorale è stata proprio questa: basta con una città "Manhattan-centrica", con una metropoli spaccata tra ricchi e poveri, da una parte il cuore finanziario d'America e dall'altro il resto della City. Di qui le accuse di “populismo” lanciate a de Blasio, che al centro del suo programma ha un punto - e non solo quello - che lo avvicina al presidente americano, Barack Obama: innalzare le tasse sui più ricchi per migliorare i servizi pubblici anche nelle zone più sperdute della Grande Mela, quelle "dimenticate" da Bloomberg. Un obiettivo che fa paura.

In molti, da quando de Blasio ha vinto le primarie democratiche, si sono fatti portavoce delle preoccupazioni della comunità finanziaria, perfettamente a suo agio, invece, col magnate dei media che sta per lasciare.

Ma nelle ultime settimane le cose sono cambiate, e tra i grattacieli di Manhattan ci sono molti più banchieri e manager di quanto si pensi che sostengono l'italo-americano. Che in George Soros ha invece un ‘fan' della prima ora.

Il rush finale del candidato democratico, senza trascurare i temi centrali della sua campagna elettorale, è stato caratterizzato da una miriade di serate, incontri, contatti con esponenti del mondo di Wall Street. Un messaggio rassicurante che ha dato i suoi frutti, anche in termini di finanziamento della campagna.

Da Goldman Sachs a molti dei più quotati hedge fund e fondi di private equity, sono in tanti i manager che via via hanno garantito il loro sostegno al "populista" Bill de Blasio.

Anche "obtorto collo", viste le chance pressoché nulle del rivale Lotha. A quest'ultimo - sponsorizzato dall'ex primo cittadino Rudolph Giuliani, soprannominato il sindaco d'America dopo l'11 settembre 2001 - nelle ultime ore non è rimasto che il disperato tentativo di insistere sulla carta dell'insicurezza: con De Blasio tornerà la criminalità a New York, dopo che con Bloomberg è stata drasticamente ridimensionata, almeno a Manhattan. Una carta, quella di Lotha, che però non sembra aver sortito alcun effetto.

Così domani - salvo incredibili sorprese - New York si sveglierà col primo sindaco democratico dall'inizio degli anni 2000. Con la speranza di diventare una città più giusta, con meno diseguaglianze e più rispetto per le minoranze. Ma senza perdere di vista gli interessi di Wall Street e del motore finanziario della nazione. (America Oggi /Inform)

Nessun commento:

Posta un commento