MARO’ IN INDIA
L’audizione Di Staffan de Mistura alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato
“Puntiamo al processo rapido ma ci vuole cautela. Non ci sono notizie drammatiche, i ragazzi stanno bene e sono costantemente monitorati”
ROMA - Si è tenuta stamattina l’audizione congiunta alle commissioni Difesa e Esteri di Camera e Senato del Commissario straordinario del Governo, Staffan de Mistura che aveva per oggetto il caso dei due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre attualmente trattenuti i India. Due giorni fa vi è stata la videoudienza degli altri 4 fucilieri di Marina (Renato Voglino, Antonio Fontana, Massimo Andronico e Alessandro Conte), che il 15 febbraio del 2012 erano a bordo della Enrica Lexie al momento dell’incidente.
“Questa dei nostri marò è una vicenda in cui siamo tutti coinvolti e riguarda due militari italiani mandati a proteggere navi italiane in acqua internazionali -esordisce de Mistura- Senza ripercorrere il passato vorrei focalizzarmi sugli ultimi tre mesi”. La linea tenuta dal Governo, ha spiegato de Mistura, è rimasta la stessa dal febbraio 2012 e si basa tre punti principali: “Ribadire che l’incidente è avvenuto in acque internazionali, l’immunità funzionale che caratterizza i militari in servizio per contrastare la pirateria e la vigente giurisdizione di bandiera”.
“In parallelo – continua de Mistura - senza rinunciare al primo punto, abbiamo de facto dovuto aggiustare il tiro sulla massima assistenza giuridica e legale, affinché ci sia un processo veloce ed equo e assicurare che la forzata e prolungata permanenza in India sia svolta nelle migliori condizioni psicofisiche per le famiglie e per i fucilieri di Marina”.
Il Commissario Straordinario ha puntualizzato che non è ancora possibile stabilire i tempi precisi in cui si concluderà la vicenda, ma che non ci sono notizie drammatiche da riportare. I militari stanno bene e la loro condizione è costantemente sotto controllo. Il processo doveva finire ad agosto, ha spiegato de Mistura “ma c’è stato un nodo. La NIA , l’Agenzia nazionale d’investigazione, ha voluto sentire in audizione gli altri quattro fucilieri di marina. Perché erano testimoni e perché cìè stata un’incongruenza tra le pallottole rinvenute nei corpi dei pescatori morti e le munizioni in dotazione a Girone e Latorre: non coincidono. Questo è un problema che devono risolvere loro. Ma per poterlo affrontare ritenevano fondamentale sentire anche gli altri militari. È una cosa complessa ma più la situazione è complicata, più la difesa è facilitata. C'era però un punto fondamentale: le autorità indiane volevano che questa audizione avvenisse in India sulla base di un impegno preso il 2 maggio 2012, quando fu permesso alla Lexie di partire, che consisteva nel rendere accessibili davanti alle Autorità Giudiziarie indiane i 4 marò”.
La linea del Governo, ha spiegato de Mistura “è stata fermissima: non se ne parla neanche, è inconcepibile, ma questo ha comportato tre mesi di discussioni diplomatiche, anche perché ha prodotto elaborazioni interne alle stesse autorità indiane tra la NIA , la Corte Suprema e, dall’altra parte, la nostra inamovibile posizione”. L’escussione, dice ancora de Mistura,”è avvenuta come da noi auspicato in videoconferenza dall’Italia l’11 di novembre”.
Il Commissario Straordinario, ha inoltre illustrato l’impegno dell’Italia nel mantenere vivo il caso marò pur ricordando che da parte del nostro Paese, e della stessa India, le cose devono avvenire senza rumore. “Quindi da parte nostra discrezione, con una pressione continua ma non roboante. A livello internazionale l’Italia sta facendo il suo, ne ha parlato il ministro Bonino in Europa, ha incontrato il ministro degli Esteri indiano, ne ha parlato il premier Enrico Letta al segretario di Stato John Kerry quando è venuto a Roma e ne ha parlato a San Pietroburgo con il primo ministro indiano, Manmohan Singh. Abbiamo fatto presente che quello che oggi è successo a noi, domani può succedere agli altri; si tratta di un precedente pericoloso”.
“Il prossimo obiettivo – ha aggiunto de Mistura - è la fine delle indagini, la definizione del capo di imputazione e poi il processo con giudice monocratico. Ci stiamo adoperando affinché sia il più veloce e il più giusto possibile, abbiamo avvocati validissimi sul posto”.
In conclusione del suo intervento, il Commissario ha ribadito la forte e costante determinazione a portare i nostri marò a casa. ricordando che la loro condizione sanitaria è monitorata costantemente. “Per quanto riguarda la condizione morale, dobbiamo dire che sono marò, tra i più addestrati: gli indiani stessi sono stupiti dalla costante dignità che hanno sempre dimostrato. Certo non è casa loro, e quindi non dobbiamo mollare”.
Fra gli interventi dei deputati e dei senatori segnaliamo quello del presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, Elio Vito che ha richiamato la necessità di una mobilitazione permanente in tutte le sedi internazionali, come l’ONU, la Nato e l'Unione Europea. “Bisogna ricordare a tutti - ha detto Vito - che questa vicenda non riguarda solo i rapporti bilaterali tra l’Italia e l’India ma può avere delle influenze sui militari di quelle stesse organizzazioni”.
“Voglio che resti agli atti - ha invece affermato nel suo intervento il presidente della Commissione Esteri del Senato, Pierferdinando Casini - che non siamo affatto convinti di tutta la dinamica di questa vicenda, a partire dalle contraddizioni negli atteggiamenti delle autorità italiane in ordine a degli episodi clamorosi”. E il senatore a questi punto fa riferimento al rientro in Italia per due volte dei marò e il loro ritorno in India dopo varie polemiche. “Quando i marò torneranno – ha concluso Casini - bisognerà discuterne in Parlamento”. (Debora Aru - Inform)
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