INTERNAZIONALIZZAZIONE
“Innovazione Veneto” intervista
il nuovo ambasciatore del Canada in Italia
Peter
McGovern:Canada e Veneto uniti possono creare innovazione”
Il Canada guarda con grande attenzione al Veneto, in particolare alle
aziende che puntano sull’innovazione. Proprio in questo campo ci sono
possibilità concrete di partnership, ne è convinto Peter McGovern Ambasciatore
del Canada in Italia.
Ambasciatore, che ruolo giocano la scienza, la tecnologia e
l’innovazione nell’economia canadese?
“La scienza, la tecnologia e l’innovazione sono una parte critica
della strategia di crescita canadese.
Infatti secondo l’Information Technology and Innovation Foundation di
Washington, DC e il Kauffman Foundation di Kansas City, il Canada è il paese
leader a livello mondiale per il suo approccio integrato nel guidare la
crescita attraverso l’innovazione. Il nostro sistema di innovazione coinvolge
attivamente le istituzioni di ricerca canadesi nello sviluppo dei prodotti di
nuova generazione, come ad esempio i veicoli elettrici, i paper phones (smart
phones sottili e flessibili come la carta ndt), jet a combustibile a base di
legno, tecnologie di simulazione, e nuovi prodotti chimici e plastiche che
daranno la forma alla bio-economia di domani.
Oltre ad un sistema fiscale e di incentivi favorevoli alla ricerca e
sviluppo, l’ambiente canadese attraente per la ricerca all’avanguardia si basa
su parecchie politiche a supporto dell’innovazione: un’efficace protezione dei
diritti di proprietà intellettuale, una competizione aperta nel mercato interno
dello sviluppo di informazioni digitali e tecnologie e piattaforme delle
comunicazioni, pratiche trasparenti di appalti di governo e apertura all’immigrazione
altamente qualificata.
Il Canada inoltre continuamente rivede e modifica il suo sistema di
innovazione per rispondere alle esigenze del momento, basandosi su relazioni
periodiche di un gruppo di esperti. Nel 2011 l’OCSE ha classificato il Canada
al primo posto trai i paesi del G7 per le spese di istruzione superiore in
ricerca e sviluppo in percentuale al PIL”.
Quali prospettive di cooperazione vede tra il Canada e le aziende
venete?
“L’Italia ha un’incredibile offerta di distretti tecnologici in tutto
il paese i il Veneto non fa eccezione. Nella nostra iniziativa “Tavolo Canada”,
un programma congiunto tra il Ministero degli Esteri italiano e l’Ambasciata
per promuovere le partnership di ricerca e innovazione tra Italia e Canada in
settori prioritari. Nel corso di questi ultimi sei anni abbiamo supportato in
modo aggressivo nuovi legami in ricerca e sviluppo e progetti congiunti tra i
principali istituti di ricerca e università, aziende innovative, laboratori
pubblici e privati tra Italia e Canada, Veneto incluso. Speriamo di continuare
a farlo. Abbiamo visto cooperazioni realizzate attraverso scambi di ricercatori
e di personale, trasferimenti tecnologici, MOU e investimenti. In termini di
settori siamo particolarmente interessati alle scienze della salute e della
vita, tecnologie verdi, tecnologie marine (ocean technologies),
l’agroalimentare, i nuovi materiali per il trasporto e le tecnologie per le
informazioni e le telecomunicazioni”.
Quali servizi offre l’Ambasciata del Canada per le aziende che intendono
allargare i propri mercati in Canada?
“Il commercio internazionale gli investimenti e l’innovazione sono
fondamentali per creare posti di lavoro, crescita e prosperità – sia in Canada
che in Italia. Per questo motivo la nostra ambasciata pone un alto livello di
attenzione nel sostenere le partnership di ricerca e commerciali tra Italia e
Canada, attraverso il Programma di Scienza Tecnologia e Innovazione del nostro
Trade Commissioner Service. Forniamo consigli e guide ad aziende innovative
canadesi e italiane che cercano partner nel mercato. Promuoviamo anche il
Canada come destinazione di primo livello per investimenti di aziende
italiane che desiderano entrare nel mercato del Nord America, particolarmente
se si parla di innovazione e tecnologia. Per questo motivo, lavoriamo
strettamente con organizzazioni, come Veneto Innovazione, per conoscere buone
aziende italiane, tecnologie e ricerca, e allo stesso tempo decidere insieme
come far loro incontrare nel miglio modo omologhi in Canada a beneficio di
entrambi. Le aziende e le organizzazioni di ricerca innovative italiane
interessate a collaborare con il Canada possono mettersi in contatto con Tyler
Wordsworth, responsabile del nostro Innovation Program”.
Quest’anno il Canada è membro di Enterprise Europe Network, ci sono
iniziative che state organizzando all’interno della rete?
“Non stiamo sprecando tempo qui in Italia per sfruttare l’eccitante
sviluppo dell’appartenenza del Canada all’interno di Enterprise Europe Network.
Infatti è stato grazie al tutoraggio del responsabile del Trasferimento
Tecnologico l’ing. Marco Gorini, che il Canada è diventato membro. Una
testimonianza del ruolo significativo della relazione sull’innovazione Italia –
Canada nel più ampio panorama Canada-UE.
Alla fine di Novembre Jayson Myers, president del Canadian
Manufacturers’ and Exporters Association (Associazione canadese dei produttori
ed esportatori ndt) che è il riferimento canadese di EEN, parlerà a Milano ad
un pubblico di aziende chiave italiane. L’ambasciata sta anche lavorando alla
nostra prima iniziativa congiunta con EEN la Canadian “Space Innovation”
Mission to Italy, che si terrà anch’essa a fine novembre. Quindici aziende e
ricercatori canadesi del settore spaziale verranno in Italia per incontri
d’affari, visite una tavola rotonda sull’innovazione e un brokerage event.
Speriamo anche di essere in grado di abbinare partner canadesi e italiani per
collaborare con successo ai bandi del settore spaziale all’interno di Horizon
2020”.
Lei è qui anche per iniziare partnership con le università venete,
ci può anticipare qualcosa?
“Le università sono assolutamente fondamentali per l’ecosistema
dell’innovazione. Alle aziende piace molto collaborare con loro che sono luoghi
intrinsecamente creativi, che sono spesso l’epicentro per lo sviluppo di nuove
tecnologie che possono avere future applicazioni industriali. Per esempio,
l’Università di Windsor, la Chrysler, il Politecnico di Torino e la FIAT hanno
fondato un programma di laurea internazionale congiunta in ingegneria automobilistica.
Inoltre Chrysler-FIAT ed il McMaster University Automotive Resource Centre
(MARC) hanno appena siglato una partenrship fondamentale per lo sviluppo di
trasmissioni elettrificate di prossima generazione e la tecnologia per ridurre
il peso dei veicoli.
Questo è il tipo di cose che speriamo di fare anche con le università
del Veneto. Per noi sono molto importanti anche i parternariati di ricerca pura
tra università e gli scambi di studenti. Per sostenere questi diversi tipi di
partnership anche quest’anno accetteremo le domande per il Canada-Italy
Innovation Award che lo scorso anno ha premiato quattro ricercatori italiani
con il denaro per recarsi in Canada e sviluppare ulteriori partnership, inclusa
l’Università di Padova, che sta esplorando le scienze della vita in
collaborazione con l’Università di Regina nella provincia dello Saskatchewan.
Questi sono risultati molto positivi”.
Ci sono altre importanti collaborazioni tra il Canada e l’Italia
oltre gli scambi industriali?
“I legami tra i canadesi e gli italiani sono vibranti e di lunga data,
con una grande e dinamica comunità italo – canadese che gioca una ruolo di
rilievo nel sostenere questa importante relazione bilaterale. La nostra
relazione accademica è rinforzata da circa 170 accordi interuniversitari e
collaborazioni accademiche pubblico-private che generano nuove idee e progetti
di ricerca, costruiscono relazioni, incoraggiano la mobilità giovanile. Allo
stesso tempo l’Italia è tra i primi venti più grandi importatori di beni
culturali canadesi, mentre rappresenta l’ottava più importante fonte di
importazioni culturali in Canada. Ci sono due accordi culturali in forza: uno
su una cooperazione culturale e uno su una coproduzione cinematografica. Il
Canada ha anche il Padiglione permanente alla Biennale di Venezia dove
l’artista e l’architetto canadese rappresentano il paese ad anni alterni
all’Esposizione internazionale di arti visive o architettura. Infine, il Canada
e l’Italia hanno un programma molto popolare chiamato Working-Holiday Program,
che ogni anno permette a 1000 giovani canadesi e italiani tra i 18 e i 35 anni
di lavorare e viaggiare nel paese straniero per 6 mesi”. Il testo originale
dell’intervista si trova qui .(Francesca Maccatrozzo-Innovazione
Veneto.it, 19 novembre/Inform)
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