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martedì 19 novembre 2013

Russia: rilascio su cauzione per l’attivista di Greenpeace Cristian D’Alessandro


ITALIANI ALL’ESTERO

Lo ha deciso il tribunale di San Pietroburgo

Russia: rilascio su cauzione per l’attivista di Greenpeace Cristian D’Alessandro

Il presidente del Consiglio Letta: “Continueremo a seguire la vicenda con la massima attenzione”

 

ROMA – Rilascio su cauzione per Cristian D’Alessandro, l’attivista napoletano di Greenpeace arrestato in Russia lo scorso settembre insieme ad altri attivisti dell’organizzazione per il blitz pacifico a una piattaforma petrolifera nel mar Artico. E’ stato il tribunale di  San Pietroburgo a concedere la scarcerazione accogliendo la richiesta della difesa. La cauzione è stata fissata a due milioni di rubli (circa 45 mila euro) da versare entro il 29 novembre all’amministrazione penitenziaria russa.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha telefonato al padre dell’attivista . Letta, informa Palazzo Chigi, “ha espresso all’avvocato Aristide D’Alessandro, padre di Cristian, il proprio compiacimento per la liberazione su cauzione disposta oggi dalla Corte di San Pietroburgo, la quale ha accolto la richiesta della difesa. Nel corso della cordiale conversazione telefonica, il presidente Letta ha confermato  che la vicenda continuerà a essere seguita con la massima attenzione. Da parte sua, l’avvocato D’Alessandro ha ringraziato per l’impegno profuso dalle Autorità italiane e per l’assistenza fornita al figlio in queste settimane dai nostri uffici diplomatici e consolari in Russia”.

“Siamo molto soddisfatti per la decisione odierna di accogliere la cauzione per la custodia cautelare di Cristian d’Alessandro, e per questo vogliamo ringraziare il ministro Emma Bonino, il suo staff, l’ambasciatore Cesare Ragaglini e il console Luigi Estero per il lavoro fatto con partecipazione e determinazione in questi due mesi”, ha detto Ivan Novelli, presidente di Greenpeace  Italia.Aggiungendo che “da domani saremo nuovamente in trincea perché rimangono ancora in piedi accuse gravissime e manifestamente infondate”. (Inform)

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