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martedì 18 giugno 2013

Dl rinvio Imu : respinto dall’Aula l’emendamento Bueno

CAMERA DEI DEPUTATI

Dl rinvio Imu : respinto dall’Aula l’emendamento Bueno mirante a sospendere la prima rata 2013 anche ai cittadini italiani all’estero

Gli interventi di Renata Bueno (Misto-Maie) , Marco Fedi (Pd), Guglielmo Picchi (Pdl)


ROMA –In sede di discussione del decreto-legge di rinvio della prima rata dell’Imu , l’Aula della Camera ha bocciato l’emendamento presentato dalla deputata Renata Bueno, eletta nella circoscrizione America Meridionale per l’Usei e iscritta al Gruppo Misto-Maie.

L’emendamento, che è stato respinto con 345 voti contrari e 35 favorevoli,  era volto , come aveva spiegato l’on. Bueno nel presentarlo nei giorni scorsi, a “sospendere la prima rata dell’Imu per il 2013 anche ai cittadini italiani residenti all’estero che siano proprietari di un’abitazione o ne abbiano l’usufrutto, purché non sia affittata, i quali posseggano immobili ricadenti nei comuni che non li abbiano riconosciuti come abitazione principale”.

“Devo tutelare il diritto dei cittadini all'estero, anzi l'uguaglianza dei cittadini, perché coloro che vivono all’estero sono una forza” , ha rimarcato la deputata italo brasiliana in Aula, rifiutando l’invito del Governo a ritirare l’emendamento.  Una “forza – ha aggiunto  - che abbiamo fuori e che sicuramente darà la ripresa a tutta l’Italia”, fino “alla vittoria”, ha detto Bueno facendo un paragone calcistico, citando cioè la partita Italia-Messico giocata nello stadio Maracanà di Rio de Janeiro, “dove il 98 per cento erano italo-brasiliani che tifavano per l’Italia”.

L’on. Renata Bueno ha espresso “rispetto” nei confronti del Governo, invitandolo però ad “essere un po’ più flessibile” e ad accogliere proposte parlamentari in attesa di una riforma complessiva dell’imposta municipale. L’on. Bueno ha aggiunto che i Comuni dovrebbero “rispettare le case dei residenti all’estero come prima casa”, e citato come  esempio virtuoso quello di Torino.
In merito all’emendamento Bueno in Aula sono intervenuti altri due deputati eletti all’estero: Marco Fedi (Pd, eletto nella circoscrizione Asia- Africa- Oceania- Antartide) e Guglielmo Picchi (Pdl, eletto nella circoscrizione Europa). Fedi ha annunciato l’astensione dei deputati del Pd eletti all’estero, Picchi è  invece intervenuto a titolo personale  annunciando il suo voto favorevole.

L’on. Fedi ha spiegato che “avremmo auspicato un ritiro dell'emendamento per affidare, cosa che ha fatto il nostro gruppo parlamentare,  a quest'Aula la riforma dell’imposta municipale unica in un contesto molto complesso per quanto riguarda gli italiani all’estero” .

Il deputato residente in Australia ha ricordato che “in questo momento lasciano l'Italia migliaia di giovani, ricercatori, ma spesso, e sempre più, vi è anche manodopera che lascia l'Italia verso l'Australia, verso la Germania, verso il Canada” e che solo per il fatto di stabilire all'estero la propria residenza, “saranno tenuti a pagare l'Imu sull'unica abitazione che hanno in Italia, come se questa fosse una seconda casa”. “E’ ovvio – ha aggiunto Fedi - che esistono già aspetti interpretativi anche per quanto riguarda quei comuni nobili, a nostro avviso, che hanno deciso di adeguarsi alla norma ed equiparare tali abitazioni a una prima casa. Esistono questioni interpretative, anche perché non è chiaro, ad esempio, se la definizione di iscrizione all'AIRE si riferisce al possessore dell'unità immobiliare o alla dislocazione territoriale in un comune che a volte è diverso da quello della proprietà a cui si fa riferimento”.

Per queste ragioni “abbiamo chiesto al Governo un impegno preciso con un ordine del giorno e su questo impegno preciso lavoreremo con il nostro gruppo parlamentare” ha concludo il deputato del Pd .

Il deputato del Pdl Guglielmo Picchi è intervenuto  per sottoscrivere l’emendamento Bueno, “emendamento di buon senso che porrebbe fine alla discriminazione dei cittadini italiani residenti all'estero” “ Parlo a titolo personale e vorrei dire che siamo un po’ stanchi, come cittadini residenti all'estero iscritti all'AIRE di venire discriminanti, oramai da molti anni, cioè da quando l'Imu è entrata in vigore” ha detto il deputato residente in Gran Bretagna . E’ “un emendamento di buon senso - ha ribadito -con una copertura che è più simbolica che non di sostanza per le casse dello Stato e risolve anche un piccolo problema”. L’on. Picchi ha fatto osservare che “tanti cittadini che magari vivono in affitto all'estero e che detengono una sola casa in Italia si trovano costretti a pagare l'imposta come seconda casa”. In più, “per ovviare a questo problema e quindi, per smettere di pagare come seconda casa, fanno finta di essere residenti in Italia e non si iscrivono all'AIRE”.

Al termine della discussione in Aula il presidente di turno Roberto Giachetti (Pd) ha indetto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bueno 1.19, “non accettato dalle Commissioni né dal Governo, con il parere favorevole del relatore di minoranza e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario”. (S.P.-Inform)

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