CAMERA DEI DEPUTATI
Presentate dal parlamentare tre proposte di legge tra loro coordinate
Marco Fedi (Pd): Diritti e stato giuridico per i contrattisti Mae nei Consolati e negli Istituti Italiani di Cultura
ROMA - “In questa legislatura, con il contributo di tutti i parlamentari di buon senso, occorrerà affrontare una contraddizione che da troppo tempo si trascina relativamente all’organizzazione e al personale del Ministero degli Esteri. Da un lato la diminuzione delle risorse messe a disposizione di questo essenziale strumento della presenza italiana nel mondo ha determinato una sofferenza organizzativa e operativa delle sedi decentrate sempre più evidente e grave, di cui tra gli altri fanno le spese gli italiani all’estero. Dall’altro il personale a contratto, chiamato a sopperire a queste difficoltà, continua ad essere tenuto pervicacemente in una condizione di confusione normativa e di subalternità contrattuale”.
Con queste parole l’on. Marco Fedi, eletto del Pd alla Camera nella ripartizione Africa-Asia- Oceania-Antartide, ha motivato la presentazione di tre proposte di legge (n. 883, n. 884 e n.885) riguardanti il personale a contratto in servizio presso il Ministero degli Esteri, proposte già presentate dallo stesso Fedi nella scorsa legislatura e reiterate in quella corrente.
“Eppure – ha proseguito il deputato - l’esperienza ha dimostrato che si tratta di personale prezioso per la conoscenza della lingua e della legislazione locale, per la fluidità dei rapporti che ha con gli interlocutori e con le istituzioni del territorio, per il fatto che è stabile nelle sue funzioni in quanto non soggetto a periodici spostamenti. Nonostante ciò, dalla normativa che nel tempo si è sedimentata, i contrattisti sono stati divisi in due categorie, quelli assunti in base alla legge italiana e quelli assunti in base alla legge locale (ma dal decreto n. 103 del 2000 sono tutti a legge locale); in più, sono soggetti a norme dell’ordinamento italiano, a norme straniere, a disposizioni convenzionali e a norme di diritto internazionale pubblico. Un vero e inestricabile labirinto!”
“Il loro trattamento salariale - ha continuato Fedi - dovrebbe dipendere dal bizzarro criterio dell’equiparazione a quello mediamente seguito dagli altri paesi nelle stesse aree, rinunciando a un’autonoma determinazione in una materia tanto sensibile; di fatto, poi, nessuno controlla se i contratti stipulati con i contrattisti rispettano le disposizioni cogenti in materia contenute nelle normative locali. Tanto per i livelli salariali. Questi lavoratori, inoltre, sono fortemente penalizzati per quanto riguarda il trattamento economico in caso di assenza per malattia, non hanno la certezza di conservare il posto di lavoro in caso di chiusura del Consolato o dell’Istituto di Cultura nel quale prestano la loro opera, non hanno potuto godere pienamente del concorso riservato per il passaggio nei ruoli organici del MAE per il blocco delle assunzioni, hanno perduto l’aggancio ad una percentuale fissa del salario dei pari grado di ruolo e la possibilità degli scatti biennali per lodevole servizio, non hanno avuto il definitivo riconoscimento delle aggiunte per carichi di famiglia, hanno subito la cristallizzazione dell’anzianità maturata”.
“Le mie proposte di legge – ha spiegato l’on. Fedi – tendono da un lato a consolidare lo stato giuridico di questi lavoratori, sui quali si regge largamente la funzionalità delle nostre strutture all’estero, dall’altro a ottenere il riconoscimento di prerogative che sono la normalità del trattamento di ogni altro dipendente del MAE. Si tratta prima di tutto – ha sottolineato il parlamentare - di un atto di equità e di rispetto dei diritti di lavoratori che ogni giorno danno molto allo stato italiano in situazioni per così dire di frontiera, in secondo luogo di una scelta lungimirante perché il nostro Paese, mettendo tutti i suoi dipendenti nella condizione di svolgere serenamente il proprio lavoro, non ha che da guadagnarci, migliorando la propria immagine rispetto agli altri Stati e i rapporti con le proprie comunità”.
“Sono contento – ha concluso Marco Fedi – che qualcuno arrivato da poco, come l’on. Caruso, si sia convinto di queste buone ragioni al punto da copiare letteralmente una delle mie proposte di legge, presentata già nella scorsa legislatura. Nulla di male se diremo in due le stesse cose, l’essenziale è raggiungere un obiettivo giusto per i lavoratori e utile per tutti”.
Per consultare le proposte di legge:
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