UNHCR
Pubblicato oggi il
rapporto annuale Global Trends
Nel 2012 numero di rifugiati e sfollati interni ai
livelli più alti degli ultimi 18 anni
Le guerre restano la principale causa della
fuga. I minori costituiscono il 46% di tutti i rifugiati. In Italia,
domande di asilo dimezzate nel 2012
ROMA - Nel 2012 il numero di
rifugiati e sfollati interni ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi 18
anni. È quanto emerge dall'ultimo rapporto annuale Global Trends - sulle
tendenze a livello globale in materia di spostamenti forzati di popolazione -
pubblicato oggi dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati
(Unhcr).
Lo studio prende in esame le
migrazioni forzate avvenute durante il 2012 basandosi su dati prodotti da
governi, organizzazioni non governative partner e dalla stessa Agenzia Onu.
Mentre alla fine del 2011 – si legge nel rapporto – le persone coinvolte in
tali situazioni nel mondo erano 42,5 milioni, un anno dopo erano ben 45,1
milioni. Di queste 15,4 milioni erano i rifugiati, 937mila i richiedenti asilo
e 28,8 milioni gli sfollati, persone cioè costrette ad abbandonare le proprie
abitazioni ma che sono rimaste all'interno del proprio paese.
Le guerre restano la principale
causa alla base della fuga. Il 55% di tutti i rifugiati presi in esame dal
rapporto proviene infatti da appena 5 paesi colpiti da conflitti: Afghanistan,
Somalia, Iraq, Siria e Sudan. Importanti nuovi flussi si registrano anche in
uscita da Mali, Repubblica Democratica del Congo e dallo stesso Sudan verso Sud
Sudan ed Etiopia.
“Sono numeri allarmanti” ha
affermato l'Alto Commissario Onu per i Rifugiati António Guterres. “Indicano
non solo una sofferenza individuale su vasta scala, ma anche le difficoltà
della comunità internazionale nel prevenire i conflitti e nel promuovere
soluzioni tempestive per una loro ricomposizione”.
Le tendenze che emergono dal
rapporto sono preoccupanti sotto diversi aspetti; uno di questi è la rapidità
con la quale le persone sono costrette a spostamenti forzati. Durante il 2012,
7,6 milioni di persone sono state costrette alla fuga, delle quali 1,1 milioni
hanno cercato rifugio all'estero e 6,5 milioni sono rimaste sfollate
all'interno del proprio paese. Ciò consente di affermare che ogni 4,1 secondi
una persona nel mondo diventa rifugiato o sfollato.
Emerge poi come il gap tra i paesi
più ricchi e quelli più poveri si faccia più ampio quando si tratta di
accogliere rifugiati. La metà dei 10,5 milioni di rifugiati che rientrano nel
mandato dell'Unhcr (altri 4,9 milioni sono rifugiati palestinesi che ricadono
invece nella competenza dell'Unrwa, l'Agenzia Onu che si occupa specificamente
di tale popolazione) trova infatti accoglienza in paesi che hanno un reddito
pro capite annuo inferiore a 5mila dollari Usa. Complessivamente i paesi in via
di sviluppo ospitano l'81% dei rifugiati di tutto il mondo, un netto aumento
rispetto al 70% di un decennio fa.
I minori – bambini e adolescenti
con meno di 18 anni – costituiscono il 46% di tutti i rifugiati. Lo scorso anno
poi la cifra record di 21.300 domande d'asilo è stata presentata da minori non
accompagnati o separati dai loro genitori, si tratta del numero più alto
mai registrato dall'Unhcr.
La cifra complessiva relativa alle
persone vittime di migrazioni forzate è calcolata sommando il numero di
nuove persone in fuga alle situazioni esistenti non risolte e sottraendo il
numero di persone che hanno potuto trovare una soluzione permanente, come ad
esempio le persone che rientrano nelle proprie case o coloro cui viene
consentito di stabilirsi permanentemente fuori del proprio paese d'origine
attraverso il riconoscimento della cittadinanza o altre soluzioni. L'Unhcr è
impegnato ad aiutare coloro che sono stati costretti alla fuga, sia fornendo
loro assistenza materiale immediata e sia perseguendo soluzioni durevoli alla
loro condizione. Il 2012 d'altra parte ha segnato la fine della condizione di
rifugiato e sfollato per rispettivamente 526mila e 2,1 milioni di persone . Tra
coloro per i quali sono state individuate soluzioni, 74.800 sono le persone che
l'Unhcr ha identificato per i programmi di reinsediamento in paesi terzi.
Nel 2012 – si legge ancora nel
rapporto - il cambiamento rispetto all'anno precedente nella graduatoria dei
paesi che accolgono il più alto numero di rifugiati è stato invece lieve: il
Pakistan si è confermato al primo posto con 1,6 milioni, seguito da Iran
(868.200) e Germania (589.700).
L'Afghanistan si è confermato in
testa alla classifica dei paesi d'origine del maggior numero di rifugiati, un
triste primato che detiene da ben 32 anni: in media nel mondo un rifugiato su 4
è afghano e il 95% di loro si trova in Pakistan o in Iran. La Somalia – teatro
di un altro conflitto di lunga data – è stato nel 2012 il secondo paese per
numero di persone fuggite, sebbene il ritmo del flusso sia rallentato. I
rifugiati iracheni erano il terzo gruppo nazionale (746.700), seguiti dai
siriani (471.400).
Per ciò che riguarda gli sfollati
interni, la cifra di 28,8 milioni alla fine del 2012 è la più alta da oltre
vent'anni a questa parte. L'Unhcr assiste 17,7 milioni di loro, poiché
l'assistenza dell'Agenzia agli sfollati non avviene in maniera automatica ma
solo su richiesta dei governi interessati. Significativi nuovi flussi di
sfollati interni sono stati registrati nella Repubblica Democratica del Congo e
Siria.
In Italia nel 2012 sono state
presentante 17,352 domande d’asilo, circa la metà dell’anno precedente.
Questo calo significativo, determinato prevalentemente dalla fine della fase
più drammatica delle violenze in Nord Africa, riporta il numero di domande in
media con il dato degli ultimi dieci anni. I rifugiati in Italia alla fine del
2012 erano 64.779, questa cifra colloca l’Italia al 6° posto tra i Paesi
europei, dopo Germania (589,737), Francia (217,865), Regno Unito (149,765),
Svezia (92,872), e Olanda (74,598).
Il rapporto Global Trends
dell’Unhcr è il principale rapporto statistico sullo stato delle migrazioni
forzate nel mondo. Dati aggiuntivi vengono pubblicati nell’ Annuario Statistico
e nel rapporto L’Asilo nei Paesi Industrializzati. (Il nuovo rapporto Global Trends
ed i relativi materiali multimediali possono essere scaricati al seguente link http://www.unhcr.org/globaltrendsjune2013/
) (Inform)
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