ATTIVITA’ PARLAMENTARE
Interrogazione di Mario Caruso (Sc) al ministro egli Esteri
Servizi notarili dei
consolati italiani soppressi per i connazionali residenti in Austria, Belgio,
Francia, Germania e Lettonia
ROMA - Una interrogazione a risposta in commissione è stata rivolta al ministro degli Esteri dal deputato Mario Caruso, eletto all’estero nella ripartizione Europa (gruppo Scelta Civica per l’Italia). Oggetto dell’interrogazione, presentata l’11 giugno, i servizi notarili erogati dai consolati italiani per i connazionali all’estero, che sono stati però soppressi dal gennaio 2012 in Austria, Belgio, Francia, Germania e Lettonia per il fatto che i notariati presenti in tali Paesi hanno aderito all'Unione internazionale del notariato. Si sono tuttavia creati una serie di disagi per cui l’interrogante chiede se sia il caso di rivedere tale decisione, trattandosi oltretutto di un servizio in attivo nel bilancio consolare.
Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione
Al Ministro degli affari esteri. Per sapere – premesso che:
tra i tanti servizi erogati dai consolati per gli italiani residenti nelle circoscrizioni di propria competenza, c’è anche quello notarile. L'ufficio notarile consolare si occupa di alcune funzioni notarili e, nello specifico, del ricevimento di atti pubblici (procure, testamenti), di atti notori, di autenticazioni e di sottoscrizioni apposte a scritture private;
si tratta di un servizio, dunque, utile al cittadino italiano residente all'estero, ma anche a cittadini italiani residenti in Italia ma temporaneamente all'estero per svariati motivi. La comodità è senza dubbio legata alla facilità di potersi esprimere in italiano con il funzionario e di poter usufruire delle sue competenze in ambito della legislazione italiana;
l'ufficio in questione è ad oggi un servizio attivo in tutti i consolati della maggior parte del mondo. Si fa riferimento alla maggior parte perché in realtà non sono tutti. Dal 1o gennaio 2012, l'erogazione dei servizi notarili in Austria, Belgio, Francia, Germania e Lettonia risultano soppressi. Questa decisione è stata presa in base al decreto del Ministro degli affari esteri del 31 ottobre 2011, in attuazione dell'articolo 28 del decreto legislativo n. 71 del 2011;
le ragioni a supporto di questa decisione sono l'esistenza di convenzioni bilaterali o multilaterali che hanno soppresso, per gli atti provenienti da tali Paesi, la necessità di legalizzazione o apostille e, in secondo luogo, il fatto che i notariati presenti in tali Paesi hanno aderito all'Unione internazionale del notariato (U.I.N.L.), elemento ritenuto idoneo a garantire la presenza in loco di adeguati servizi notarili;
nonostante queste motivazioni siano, all'apparenza, sensate e mirate all'eliminazioni di servizi diventati superflui, l'interrogante fa presente che la situazione è ben diversa da quel che sembra;
si sono creati una serie di disagi che è premura dell'interrogante qui di seguito elencare. Innanzitutto l'ufficio notarile consolare garantiva una competenza sulla legislazione italiana. Trovare un notaio del luogo non sempre assicura tale competenza e spesso i cittadini italiani si ritrovano con pratiche non utilizzabili in Italia. Un notaio del luogo che quindi parla la lingua del luogo, va ad accrescere l'evidente disagio perché non sempre il cittadino parla in maniera fluida la lingua locale. Ultima, ma non sicuramente per importanza, è la difficoltà economica. L'ufficiale consolare non percepisce onorario, mentre un notaio locale sì. Una pratica svolta prima al consolato, oggi quindi costa tre o quattro volte di più al cittadino italiano;
per riassumere, la pratica oggi dev'essere fatta da un notaio locale, che spesso non parla italiano, altrettanto spesso non conosce la legislazione italiana ed è più caro perché percepisce onorario; inoltre, sono aumentati i passaggi burocratici: l'atto ora va tradotto da un traduttore riconosciuto dal consolato di riferimento e infine va legalizzato da un ufficiale consolare;
appurato quant’è il costo del mancato servizio per l'utente, se si guarda la questione dalla prospettiva del bilancio consolare, il taglio di questo servizio non ha eliminato solo una voce di spesa, ma ha rimosso una considerevole voce di entrata. In fin dei conti, è sempre stato un servizio in attivo, che, in parole più chiare, «si pagava da solo». Per questa ragione non si riesce ad accettare questo taglio;
chiunque sarebbe d'accordo sulla razionalizzazione della spesa, per scongiurare speculazioni e sprechi. Ma questo non è il caso. L'Ufficio notarile consolare non può essere considerato uno spreco:
se si intenda rivedere la decisione presa in base al decreto del Ministro degli affari esteri del 31 ottobre 2011 e permettere la riapertura degli uffici nei Paesi sopraelencati nel minor tempo possibile. (5-00290). (Inform)
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