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martedì 17 dicembre 2013

I visti come strumento di attrazione

DESTINAZIONE ITALIA
I visti come strumento di attrazione

Lo snellimento delle procedure di rilascio dei visti è prioritario, nel rispetto del Sistema Schengen, per rendere l’Italia un Paese che accoglie flussi di mobilità qualificata

ROMA - Nel piano “Destinazione Italia” i visti sono considerati una leva strategica per attrarre e trattenere talenti e innovazione e devono essere utilizzati come incentivo all’ingresso in particolare verso gli investitori, gli studenti, i ricercatori e, più in generale, i lavoratori altamente qualificati. Lo snellimento delle procedure di rilascio dei visti - si afferma - è prioritario, nel rispetto del Sistema Schengen, per rendere l’Italia un Paese che accoglie flussi di mobilità qualificata.

Anche i visti turistici offrono un potenziale straordinario in termini di promozione e sviluppo di relazioni, con ampie ricadute economiche sui territori, potenziale che deve essere sviluppato attraverso un’offerta di servizi consolari adeguata a una domanda in forte aumento, anche in prospettiva EXPO 2015.

Quali le soluzioni? Introdurre procedure fast-track per il rilascio dei visti ad alcune categorie di stranieri, evitando di creare nuove tipologie di visti e quindi nuove procedure e modifiche normative che richiederebbero anni per produrre pienamente i loro effetti:

- Visto “startup” per chi sceglie di costituire una startup innovativa in Italia e assicura un piano di impresa e una disponibilità minima di fondi da stabilirsi (venture capital, angel investors, fondi propri dell’investitore, ecc.);

- Visto per chi effettua un investimento significativo in un business italiano che sostiene o accresce i livelli di impiego. Saranno definiti criteri di valutazione consistenti in una soglia minima di investimento (es. 500.000 euro) o di numero di posti di lavoro generati;

- Visto per chi effettua una donazione filantropica rilevante in un settore di interesse per l‟economia italiana (cultura, turismo, recupero di beni culturali, scienza, ecc);

- Visto, in ottemperanza alle direttive europee, per studenti, dottorandi e ricercatori selezionati dalle istituzioni competenti (università, enti di ricerca).

Semplificazione e miglior utilizzo della normativa esistente:

- Tempi certi per il rilascio del nulla osta da parte dello Sportello Unico Immigrazione, introducendo il principio del silenzio-assenso oltre determinati termini;

- Semplificazione e flessibilità nella regolarizzazione del lungo soggiorno (tipologie di visto D, oltre i 90 giorni).

Prevedere due opzioni per lo straniero: 1) richiesta del visto prima dell’ingresso in Italia, senza obbligo di successiva richiesta di permesso di soggiorno, eventualmente sostituito da una più semplice “dichiarazione di presenza” presso le Questure; 2) ingresso in esenzione da visto (con visto d’affari o turistico, qualora si tratti di nazionalità soggetta a visto) e regolarizzazione sul territorio, dopo l’ingresso;

- Per attrarre cervelli stranieri e semplificare la vita agli studenti stranieri in Italia: trasformazione da annuale a triennale del Decreto interministeriale che fissa le quote d’ingresso per tirocini e corsi di formazione professionale; abolizione del sistema di quote per gli studenti universitari stranieri, che attualmente prevede l’approvazione di un apposito Decreto flussi; come già previsto dal Decreto Istruzione, allineare la durata del permesso di soggiorno degli studenti stranieri a quella del loro corso di studi o di formazione, anche pluriennale, nel rispetto della disciplina vigente sulle certificazioni degli studi e dei corsi formative e fatta salva la verifica annuale di profitto; concedere un periodo transitorio per lo straniero che termina gli studi in Italia per cercare un lavoro o avviare un’attività (es. da 6 a 12 mesi), in particolare prevedendo la possibilità di convertire facilmente il permesso di soggiorno da studente a lavoratore anche per i ragazzi stranieri che conseguono un master di un anno (oggi consentito solo per laurea triennale e master di due anni);

- Per attrarre lavoratori extra-europei altamente qualificati: modifiche alla normativa di recepimento della Direttiva UE sulla Blue Card, al fine di velocizzare e aumentare i flussi in ingresso in Italia;

- Rafforzamento della capacità di erogare visti, soprattutto turistici: dare piena attuazione all’art.41 bis del Decreto sviluppo 2012 che prevede la ri-assegnazione annuale di parte dei proventi dal rilascio dei visti (c.d. percezioni consolari) al ministero degli Affari Esteri per il potenziamento dei servizi consolari. (Inform)

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